Il giornalista Alfredo Pedullà ha duramente criticato l'influenza dei procuratori sportivi nel calcio italiano, prendendo come esempio la gestione della Cremonese. L'accusa principale riguarda un asse di mercato tra un'agenzia e l'allenatore Davide Nicola, che avrebbe portato a una serie di acquisti poco funzionali, causati da un intreccio di interessi tra agenti, tecnici e dirigenti, nello specifico l'ex DS Simone Giacchetta.

Il legame tra agenti e panchina: il caso Cremonese

Secondo quanto ricostruito da Pedullà su Sportitalia, la Cremonese ha vissuto una gestione fallimentare a causa di un massiccio arrivo di giocatori stranieri legati alla stessa scuderia di Davide Nicola, situazione che ha creato un "ingorgo" tecnico e deprezzato la rosa. Il giornalista ha definito inaccettabile che un agente possa piazzare cinque o sei assistiti sotto la guida tecnica di un allenatore di cui cura gli interessi, alterando di fatto le dinamiche sportive della società.

Fallimento della dirigenza e vuoto normativo

Le critiche non si fermano al campo, ma colpiscono la dirigenza grigiorossa e l'ex ds Simone Giacchetta, accusati di aver passivamente assecondato tali dinamiche, culminate in un insuccesso sportivo che ha reso necessario un mercato di riparazione invernale per smantellare quanto fatto in estate. La vicenda, che ha portato all'esonero di Nicola e alla separazione con Giacchetta, viene usata come monito da Pedullà contro un sistema che richiede una maggiore regolamentazione per proteggere le società da ingerenze esterne che causano danni sia tecnici che economici.

Sezione: News / Data: Dom 26 luglio 2026 alle 19:31
Autore: Redazione TuttoCremonese
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