La Cremonese esce sconfitta dallo Zini contro il Milan, ma lo fa con la testa alta. Il 2-0 finale racconta solo in parte una partita in cui i grigiorossi hanno tenuto testa alla seconda forza del campionato per quasi novanta minuti, giocando con ordine, intensità e quella personalità che ultimamente sembrava smarrita. Due gol nel finale, entrambi su episodi, non bastano a rovinare la giornata a chi ha visto la partita con attenzione.

Diciamolo chiaramente: il Milan a tratti ha sofferto. Ha faticato a trovare spazi, ha sprecato occasioni clamorose, e solo due lampi negli ultimi minuti gli hanno consegnato i tre punti. La Cremonese ha pressato, ha corso, ha fatto sembrare la sfida tutt'altro che scontata. dopo tanto tempo si è avuta almeno la percezione di potersi giocare il match al cospetto di una squadra nettamente superiore.

Audero è stato tra i migliori in campo, Bonazzoli e Vardy hanno creato più di un grattacapo alla difesa rossonera. L'atteggiamento, questa volta, non è stato quello di una squadra rassegnata al proprio destino. E non è poco, contro una squadra che punta allo scudetto. A tratti abbiamo rivisto la Cremo di inizio stagione.

Però, parliamoci chiaro anche su questo: i gol non arrivano. Ventuno reti in ventisette giornate sono poche, troppo poche per chi vuole salvarsi. La squadra costruisce, si sacrifica, ci crede, ma poi al momento di far male si spegne la luce. Il problema non è solo tecnico, è anche di mentalità: troppo spesso si sceglie il passaggio sicuro invece del tiro, si esita nell'uno contro uno, si rinuncia al cross quando la difesa avversaria è scoperta.

Nicola deve lavorare su questo, e in fretta. Djuric può essere un'arma in più da sfruttare meglio, soprattutto nei finali di partita quando le difese sono stanche: la sua fisicità crea spazio per chi gli sta attorno, ma serve che i compagni arrivino in area con più convinzione. Anche Vandeputte, quando è in giornata, ha i piedi per fare la differenza: dargli più libertà di inserirsi potrebbe essere una chiave tattica su cui puntare nelle prossime settimane.

Adesso arriva il bello, o il difficile, dipende dai punti di vista. Lecce in trasferta l'8 marzo, Fiorentina in casa il 16, Parma fuori il 21: tre partite alla portata, tre occasioni reali per raddrizzare una classifica che fa ancora paura. Sono le partite che questa squadra deve vincere, o almeno non perdere, se vuole avere qualcosa da raccontare a maggio.

Se la Cremonese scende in campo con la stessa grinta vista contro il Milan, e finalmente trova il coraggio di andare al tiro quando se ne presenta l'occasione, il finale di stagione può ancora sorridere. I presupposti ci sono. Ora bisogna crederci davvero.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 16:00
Autore: Davide Furini
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