La crescita c’è, ed è evidente. Ma contro certe squadre non basta giocare bene per portare a casa punti. Allo stadio, la Cremonese offre una prestazione più solida rispetto alla recente uscita contro la Roma, restando in partita fino agli ultimi minuti contro il Milan. Eppure, quando il pareggio sembrava ormai scritto, due episodi nel finale ribaltano tutto.

Una Cremonese più coraggiosa rispetto a Roma

Se nella Capitale i grigiorossi avevano retto solo un tempo, contro il Milan l’atteggiamento è stato diverso. La squadra di Davide Nicola ha mantenuto un baricentro più alto anche nella ripresa, cercando di non schiacciarsi e di giocare con personalità.

L’intensità non è mancata. Pressing organizzato, linee compatte e una gestione più lucida delle transizioni hanno permesso alla Cremonese di restare dentro la partita. Il piano era chiaro: limitare gli spazi alle qualità offensive rossonere e ripartire con decisione.

Bonazzoli ovunque, ma Vardy spreca

Tra i più attivi c’è stato Federico Bonazzoli, autentico collante tra centrocampo e attacco. Ha corso su ogni pallone, ha guadagnato falli preziosi e ha consentito alla squadra di respirare nei momenti di maggiore pressione. Una prova generosa, di sostanza e sacrificio.

Chi invece continua a lasciare interrogativi è Jamie Vardy. Dopo due opportunità interessanti nel primo tempo non concretizzate, l’inglese ha avuto una nuova occasione a inizio ripresa. Il tempo di coordinarsi sembrava sufficiente, ma l’esitazione nel momento decisivo ha permesso a Fikayo Tomori di recuperare e chiudere lo specchio. Un episodio che pesa nell’economia della gara.

Audero tiene in vita i grigiorossi

Quando il Milan ha alzato i giri del motore, la Cremonese si è affidata al proprio portiere. Emil Audero ha risposto presente, opponendosi con sicurezza alle iniziative di Rafael Leao, autore di una partita complicata fino ai minuti conclusivi.

Nicola ha provato a cambiare qualcosa inserendo energie fresche, mentre l’ingresso di Milan Djuric ha dato una soluzione alternativa: il lancio lungo. Un’opzione sfruttata poco nella prima ora, ma utile per alleggerire la pressione e guadagnare metri preziosi.

La Cremonese ha retto l’urto, rimanendo ordinata e compatta.

Il Milan colpisce nel momento decisivo

Quando l’equilibrio sembrava destinato a non spezzarsi, è arrivato l’episodio che ha cambiato il copione. Giuseppe Pezzella concede troppo spazio sulla corsia e sul cross dalla sinistra si inserisce Strahinja Pavlovic, libero di appoggiare in rete da pochi passi. Una disattenzione pagata a caro prezzo.

Nel recupero, con la Cremonese sbilanciata in avanti alla ricerca del pareggio, il Milan chiude i conti in contropiede. Leao, fino a quel momento contenuto con grande attenzione da Matteo Folino, trova lo spazio per accelerare e firmare il raddoppio.

È la beffa finale per una squadra che aveva accarezzato l’idea di strappare un punto.

Una sconfitta che lascia segnali positivi

Il risultato sorride ai rossoneri, ma la Cremonese esce dal campo con indicazioni incoraggianti. La squadra ha dimostrato di poter competere contro un avversario di livello superiore, restando viva fino agli ultimi istanti.

La strada è ancora lunga, soprattutto in chiave salvezza, ma l’atteggiamento mostrato contro il Milan rappresenta un passo in avanti evidente. Se la concretezza sotto porta migliorerà, i grigiorossi potranno trasformare prestazioni solide in punti pesanti.

Contro il Milan è arrivata una sconfitta. Ma anche una consapevolezza nuova.

Sezione: News / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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