La sua vita calcistica è sinora trascorsa nel calcio della terra d'Albione. Jeremy Sarmiento ha varcato per la prima volta il canale della Manica per accasarsi alla Cremonese. Obiettivo dichiarato: lasciare il segno e, dal momento che è un centrocampista e all'occorrenza anche un attaccante, farlo con qualche gol di peso. In dotazione porta una stagione color trionfo in Championship vissuta con i colori del Burnley neopromosso in Premier League dove ha portato un contributo di trentacinque presenze e quattro profanazioni delle porte avversarie. Che il giocatore ecuadoregno nelle cui vene scorre però sangue spagnolo essendo i suoi genitori iberici abbia talento da vendere lo si era capito da quando cominciò a nutrirsi di pane e calcio con Charlton, Benfica e Brighton che tennero a battesimo il suo talento giovanile.
Le prime esperienze con il Brighton e l'evoluzione tra i professionisti
Nell'anno di grazia 2021 lo stesso Brighton considerò venuta l'ora di farlo debuttare tra i grandi: è il 22 settembre 2021 e, nella sfida che la sua squadra vince contro lo Swansea City con il punteggio di 2-0, il suo nome figura tra quanti sono scesi in campo. Da allora timbrerà il cartellino per quattordici volte. Il West Bromwich Albion si accorge di lui e lo prende sotto la sua ala protettiva facendogli disputare venti gare e dandogli la possibilità di andare due volte a bersaglio. E venti, con contorno di tre reti, sono anche le sue discese in campo nella sua successiva esperienza con l'Ipswich Town. Nel 2024 arriva la sua consacrazione con la conquista del passaporto per il pianeta più luminoso del calcio inglese con la casacca del Burnley. Adesso è pronto per rifulgere all'ombra del Torrazzo dove attendono di vedere conferma della sua caratura tecnica.
I punti di riferimento e le caratteristiche tecniche
Sarmiento sa bene di dover tributare qualche ringraziamento a colleghi che gli hanno dato le dritte giuste per farlo evolvere come giocatore e persona. I suoi ricordi corrono soprattutto a due nomi, Pervis Estupinan e Moises Caicedo con cui ha diviso gli spogliatoi e le avventure sul rettangolo verde al Brighton. Lui, però, non dimentica i tempi aurei in cui sognava di fare del calcio la sua professione e quei tempi se li porta stretti stretti nel cuore e nella mente come balsamo prezioso per ulteriori tappe: “ho giocato per un paio di squadre del campionato domenicale – ha dichiarato in un'intervista- ed è stato allora che il Charlton mi ha preso, mi tenevano d'occhio da un po' e, dei trenta giocatori che sono andati in prova, sono stato l'unico a cui hanno offerto un contratto triennale, sono entrato nel club all'età di dodici anni ed è stato allora che la mia carriera ha iniziato a decollare e ho iniziato a crescere come giocatore”. Ricordi che gli fanno tenerezza e gli fungono anche come unità di misura per due concetti chiave. Primo, non si smette mai di crescere e più che mai in un calcio dove non ti si regala nulla, secondo, adesso che c'è la possibilità di mettere in mostra il proprio valore in un campionato diverso da quello sempre frequentato, è bene cogliere l'opportunità al volo. Di piede destro, Sarmiento è un giocatore che sa farsi valere parecchio nei contrasti e dispone anche di due altre preziose alleate ai suoi piedi chiamate resistenza e velocità.
Le attese e le ambizioni del calciatore
Sarmiento si è subito reso conto di avere trovato a Cremona il contesto ideale per riuscire a emergere ulteriormente: “posso giocare sia a destra che a sinistra- ha detto al suo arrivo in città – e da numero dieci, farò del mio meglio per questa maglia, ho già visto un bel progetto sia per me sia per il club, ho visto i due primi match dei grigiorossi e mi sono piaciuti”. Non occorre quindi un fine esegeta per constatare che la sua ambizione sia quella di far procedere in sincrono la sua evoluzione calcistica e di dare alla Cremonese un patrimonio di reti e tranquillità. La sua sfida è lanciata.
Autore: Redazione TuttoCremonese
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