La Cremonese si prepara ad affrontare la stagione di Serie B 2026-27 con un obiettivo che appare evidente, anche se nessuno all’interno del club vorrà probabilmente pronunciarlo troppo presto: tornare immediatamente in Serie A.

Dopo la retrocessione, la società grigiorossa ha scelto di non smantellare il progetto. La conferma di Marco Giampaolo, l’arrivo del direttore sportivo Christian Botturi e i primi interventi sul mercato raccontano la volontà di costruire una squadra capace di recitare un ruolo da protagonista.

La domanda che accompagna l’estate dei tifosi è quindi inevitabile: la Cremonese è davvero la favorita per la promozione?

La risposta non può essere completamente netta. La Serie B è un campionato imprevedibile, lungo e spesso condizionato da dettagli che vanno oltre il semplice valore delle rose. Tuttavia, per esperienza, qualità tecnica e profondità dell’organico, i grigiorossi sembrano avere tutte le caratteristiche necessarie per partire nel gruppo delle principali candidate alla promozione diretta.

La Cremonese non sarà l’unica squadra ambiziosa, ma dispone di una base che poche concorrenti possono vantare. Il vero interrogativo non riguarda tanto il potenziale, quanto la capacità di trasformarlo in continuità.

Una rosa costruita per vincere, ma ancora da completare

Uno dei principali vantaggi della Cremonese riguarda la struttura della squadra.

Il club può contare su numerosi calciatori che conoscono bene la Serie B e che, in alcuni casi, hanno già dimostrato di poter fare la differenza in questa categoria. Esperienza, qualità individuale e conoscenza del campionato rappresentano elementi fondamentali in una stagione in cui sarà necessario affrontare partite molto diverse tra loro.

Tra i pali, Andrea Fulignati offre garanzie importanti. Il portiere conosce perfettamente la categoria, possiede personalità e può diventare uno dei leader tecnici del gruppo. In un torneo spesso deciso dagli episodi, avere un estremo difensore affidabile può permettere di conquistare punti anche nelle giornate meno brillanti.

Il reparto difensivo presenta ancora alcuni punti interrogativi legati al mercato e alle condizioni fisiche di alcuni elementi, ma la presenza di calciatori esperti consente a Giampaolo di partire da una base affidabile.

Molto dipenderà dal futuro di Federico Baschirotto e dalle eventuali partenze che potrebbero verificarsi prima della chiusura delle trattative. La società dovrà evitare di indebolire eccessivamente un reparto che, per competere ai vertici, avrà bisogno di velocità, aggressività e capacità di difendere lontano dalla propria area.

Il centrocampo appare probabilmente il settore più completo.

Gli arrivi di Fabio Gerli, Tommaso Berti e Simone Pontisso hanno aumentato il livello tecnico e le possibilità di scelta. Giampaolo vuole una squadra capace di controllare il pallone, trovare il terzo uomo e costruire occasioni attraverso combinazioni rapide.

Gerli può offrire ordine e qualità nella gestione del possesso. Pontisso garantisce visione di gioco e capacità di verticalizzare, mentre Berti rappresenta una soluzione giovane e dinamica, capace di muoversi tra le linee.

A questi si aggiungono calciatori già presenti nell’organico, come Michele Collocolo oltre alla qualità di Jari Vandeputte.

Il belga potrebbe diventare uno dei protagonisti assoluti della stagione. La sua capacità di creare superiorità, servire assist e trovare la porta lo rende un elemento potenzialmente decisivo in Serie B. In un campionato in cui molte squadre difendono basse e concedono pochi spazi, avere un calciatore capace di inventare una giocata può fare una differenza enorme.

Il reparto offensivo resta invece quello più difficile da valutare.

Federico Bonazzoli rappresenterebbe una certezza importante, soprattutto se riuscisse a ritrovare continuità realizzativa. Manuel De Luca conosce bene la categoria e può offrire fisicità, lavoro per la squadra e presenza in area.

Marco Nasti e David Stuckler garantiscono alternative più giovani, ma il mercato potrebbe ancora modificare le gerarchie.

La Cremonese avrà bisogno di almeno un attaccante capace di superare la doppia cifra. Le squadre che conquistano la promozione diretta possono contare quasi sempre su un centravanti decisivo oppure su un reparto in grado di distribuire i gol tra più giocatori.

La qualità offensiva non manca, ma serviranno certezze. Il rischio è quello di avere numerose soluzioni senza individuare una vera gerarchia.

Per questa ragione, le ultime settimane di mercato saranno determinanti. L’organico appare competitivo, ma alcuni innesti mirati potrebbero trasformarlo in una vera corazzata.

Le rivali per la promozione e il fattore Giampaolo

Essere considerata tra le favorite non significa avere la strada libera.

La Serie B 2026-27 si annuncia particolarmente competitiva. Diverse società stanno costruendo rose ambiziose e altre potranno sfruttare l’entusiasmo derivante dalla promozione o dalla conclusione positiva della passata stagione.

Club come Palermo, Sampdoria, Verona e Empoli potrebbero inserirsi nella lotta per le prime posizioni, senza dimenticare le tradizionali sorprese che ogni anno emergono in cadetteria.

La Cremonese potrebbe avere un vantaggio in termini di qualità generale, ma dovrà dimostrare di saper gestire la pressione.

Le squadre retrocesse dalla Serie A vengono spesso considerate automaticamente favorite. Questa etichetta può trasformarsi in un peso, soprattutto quando i risultati non arrivano immediatamente.

Ogni avversario affronterà i grigiorossi con grande attenzione. Molte squadre si chiuderanno, ridurranno gli spazi e cercheranno di sfruttare ripartenze, calci piazzati ed errori individuali.

La capacità di Giampaolo di trovare soluzioni contro difese basse sarà quindi fondamentale.

Il tecnico propone un calcio basato sul possesso, sulla ricerca di linee di passaggio pulite e sull’utilizzo del trequartista tra i reparti. È un’identità che può funzionare molto bene in Serie B, soprattutto con giocatori tecnicamente superiori alla media.

Il rischio, tuttavia, è quello di trasformare il controllo del pallone in un possesso sterile.

La Cremonese dovrà imparare a essere verticale, intensa e concreta. Non basterà dominare territorialmente. Serviranno gol, rapidità nelle scelte e la capacità di vincere anche partite sporche.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la conferma di Giampaolo dopo la retrocessione. La società ha deciso di dare continuità a un percorso che, nonostante il risultato negativo, ha mostrato principi di gioco riconoscibili.

Il tecnico avrà il vantaggio di conoscere già una parte importante della rosa e potrà lavorare fin dall’estate per correggere i problemi emersi nella stagione precedente.

La sua esperienza rappresenta una garanzia, ma anche una responsabilità.

Il campionato di Serie B richiede capacità di adattamento. Non tutte le partite possono essere affrontate nello stesso modo e spesso è necessario cambiare strategia in base all’avversario, al terreno di gioco o al momento della stagione.

Giampaolo dovrà quindi trovare un equilibrio tra fedeltà alle proprie idee e pragmatismo.

Un altro fattore decisivo sarà la partenza.

In una stagione costruita per puntare in alto, iniziare bene permetterebbe di alimentare entusiasmo e fiducia. Al contrario, un avvio complicato potrebbe generare nervosismo e aumentare la pressione sull’allenatore e sui giocatori.

La Cremonese dovrà presentarsi all’inizio del campionato con una rosa il più possibile definita. Rimandare le principali operazioni di mercato potrebbe rallentare il processo di costruzione della squadra e costringere Giampaolo a cambiare gerarchie durante le prime giornate.

La società sembra avere idee chiare, ma dovrà dimostrarlo attraverso le ultime decisioni.

Il potenziale per conquistare la promozione diretta esiste.

La Cremonese dispone di un portiere affidabile, un centrocampo ricco di qualità, esterni capaci di creare superiorità e un allenatore esperto. Se il reparto offensivo troverà continuità e la difesa sarà completata correttamente, i grigiorossi potranno competere con qualsiasi avversaria.

La vera sfida sarà mentale.

Dopo una retrocessione, una squadra deve imparare a liberarsi rapidamente delle delusioni e ad accettare un campionato completamente diverso. La Serie B non concede spazio alla presunzione e punisce chi pensa di poter vincere soltanto grazie al nome o alla qualità individuale.

Serviranno fame, concentrazione e disponibilità al sacrificio.

La Cremonese può essere considerata una delle favorite. Probabilmente non l’unica e forse nemmeno la principale in maniera assoluta, almeno fino alla chiusura del mercato.

Ma il club possiede tutto ciò che serve per puntare ai primi due posti.

Il confine tra una stagione trionfale e un campionato complicato passerà dalla capacità di trasformare una rosa forte in una squadra vera.

La promozione non è garantita.

Per questa Cremonese, però, rappresenta molto più di un semplice sogno.

È un obiettivo concreto.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 31 luglio 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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