Il calcio vive anche di paradossi. C'è un portiere, Emil Audero, che per la causa della Cremonese si è speso discretamente ma ha visto vanificati i suoi sforzi dalla retrocessione della squadra in cadetteria. Buttare la croce addosso a lui, però, sarebbe del tutto ingeneroso, avendo egli dato nel corso del campionato un apporto sostanzioso che gli deriva dall'avere incrociato le rette di un'esperienza acquisita in precedenza e della voglia di tornare in campo con una certa stabilità.

Il bilancio di Audero in grigiorosso 

Che il portiere indonesiano abbia fatto del proprio meglio lo si vede dalle cifre che parlano di 34 presenze e 11 clean sheet, in media quasi uno ogni tre partite. Nei 3150 minuti in cui ha calcato il rettangolo verde ha subito, è vero cinquanta reti, ma i casi in cui gli si possano imputare reali responsabilità per l'accaduto si contano sulle dita di una mano o quasi. 

L'arrivo a Cremona con tanta ambizione

Audero arrivava all'ombra del Torrazzo con 313 partite mandate in archivio tra Primavera della Juventus, Sampdoria, Inter, Venezia, Como e Palermo ,. Rappresentava insomma quel che suol definirsi un sistema usato sicuro. E, per quanto ha potuto, l'ordine al reparto difensivo ha cercato di garantirlo  Ciò che gli serviva, e che ha contribuito a creargli il bagaglio motivazionale giusto per affrontare la sua nuova avventura in grigiorosso, è stato il voler dare continuità alla sua presenza in campo. Un fattore che la Cremonese gli ha garantito e non gli avevano invece garantito, tanto per restare agli ultimi trascorsi, nè il Como con cui aveva giocato otto partite per un totale di  720 minuti nè la squadra rosanero con le sue quindici presenze fatte di tre clean sheet. Audero aveva quindi bisogno non tanto di ritrovare una fiducia nei propri mezzi che non gli è mai mancata, ma chi gli desse la possibilità di esprimerla. E dalla Cremonese, nonostante l'amarezza della retrocessione, si porta quindi via un'ulteriore acquisita maturità e il ritrovamento di una continuità prestazionale che auspica possa essere replicata anche nel suo nuovo lido. 

Il suo possibile futuro

Dopo la conclusione del periodo di prestito che sarà il 30 giugno, Audero ritornerà al Como dove difficilmente potrà partire titolare, essendo chiuso da un Butez protagonista di una stagione memorabile con la squadra approdata in Champions League e fresco di rinnovo di contratto. Difficile che Audero, in virtù dell'esperienza che detiene, possa accontentarsi di fare da secondo. La stagione con la Cremonese, unitamente agli altri precedenti non proprio di secondo piano, lo ha portato a constatare ancora una volta di poter partire da titolare. Il punto è dove e con chi. Sull'altro piatto della bilancia vi è però il fatto che, se rimanesse in riva al Lario, avrebbe comunque l'opportunità di far parte di una squadra che dalla prossima stagione se la vedrà anche sulla scena europea e vorrà ripetere il campionato ad altissimi livelli appena dipinto. E, nel caso in cui Butez dovesse avere qualche defezione, i galloni della difesa della porta comasca cadrebbero su di lui.   ,            

Sezione: News / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 18:20
Autore: Cristiano Comelli
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