In un mercato di gennaio che si preannuncia caldo per molte squadre, la Cremonese potrebbe vivere una situazione decisamente particolare: il primo vero “rinforzo” non arriverebbe da una trattativa, ma dall’infermeria. Il nome è di quelli che a Cremona conoscono bene: Michele Collocolo, centrocampista di qualità e gamba, che sta proseguendo il lungo percorso di recupero dall’infortunio e che rivedrà il campo solo nel 2026. Eppure, per assurdo, è proprio attorno a lui che si può immaginare uno dei tasselli più importanti per il futuro grigiorosso.
La sua assenza ha pesato e continua a pesare. Collocolo è quel tipo di centrocampista moderno che sa unire corsa, inserimenti e fisicità, un profilo che permette ai compagni di alzare il baricentro e aggredire gli avversari con maggiore continuità. Per questo, quando si parla di “rinforzi” in chiave Cremonese, il suo nome continua ad affiorare, anche se il rientro è proiettato molto più in là nel tempo rispetto alla classica logica delle finestre di mercato.
È proprio questa prospettiva a rendere la situazione quasi paradossale: il club lavora per migliorare la rosa a gennaio, ma sa che, in orizzonte 2026, avrà già in casa un giocatore che, a tutti gli effetti, potrà essere considerato come un nuovo acquisto. Un interno di centrocampo che conosce già ambiente, compagni, metodi e richieste dell’allenatore: un patrimonio tecnico e tattico che va preservato e accompagnato verso il rientro.
Nel frattempo, la Cremonese è chiamata a programmare con lucidità. Il reparto di mezzo è uno dei crocevia del progetto: senza Collocolo, è stato necessario ridisegnare equilibri, compiti e gerarchie. Il mercato invernale servirà a tappare i buchi nell’immediato, magari inserendo un centrocampista capace di dare intensità e alternative, ma con la consapevolezza che, tra un anno, la rosa cambierà volto proprio con il suo ritorno. È una doppia dimensione temporale: da un lato l’urgenza della stagione in corso, dall’altro la visione di un centrocampo che nel 2026 potrà contare di nuovo su una pedina importante.
Per il giocatore, il percorso è fatto di pazienza, lavoro invisibile e obiettivi intermedi. Non c’è una data cerchiata in rosso sul calendario, ma ci sono tappe da superare, sensazioni da ritrovare, fiducia da ricostruire. E sapere che la Cremonese, pur pensando al mercato, continua a considerarlo centrale nel proprio futuro, è un segnale forte. È come dirgli: “ti aspettiamo, sarai ancora uno dei nostri punti di riferimento”.
Da un punto di vista di calciomercato, infatti, il ragionamento è chiaro: la Cremonese non può permettersi di ragionare su Collocolo come su un giocatore “sostituibile”, bensì come su una risorsa da proteggere. L’idea di cederlo, allo stato attuale, avrebbe poco senso sia sul piano tecnico che su quello economico: far tornare in condizione un centrocampista del suo livello e poi perderlo sarebbe un autogol progettuale. Molto più logico, invece, affiancargli in questi mesi un gruppo solido, in grado di far crescere la squadra, per poi accoglierlo nel 2026 in un contesto già strutturato.
Ecco perché, mentre si parlerà di nuovi acquisti, di possibili innesti e di trattative last-minute, sulla pianificazione grigiorossa ci sarà una voce che non comparirà nelle liste ufficiali, ma peserà come e più di tante altre: “Rientro Collocolo – 2026”. Un promemoria interno che ricorda alla società che uno dei tasselli più importanti del futuro è già sotto contratto, solo momentaneamente fuori scena.
In sintesi, se a gennaio il tifoso della Cremonese si aspetta giustamente nomi, volti nuovi e possibili colpi, non deve dimenticare che una parte del “mercato” è già stata fatta in anticipo, blindando un giocatore che, quando tornerà, potrà essere raccontato come un acquisto vero e proprio. Per assurdo, il primo rinforzo è quello che c’è già: Michele Collocolo.
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