Per capire chi hai in mano e quanto tu possa contare su di lui, lo devi provare con un po' di continuità. Legge non scritta del calcio ma, in fondo, sempre verificabile. E il discorso sembra attagliarsi su misura di Simone Lottici Tessadri, gioiellino della Primavere sbarcato in Prima Squadra a inizio stagione con l'intenzione di fare la voce grossa come l'ha già saputa fare nella precedente vita in grigiorosso. 

Il desiderio di sfondare 

Che la dirigenza grigiorossa abbia fatto bene a fargli compiere lo step di farlo sbarcare nel mondo dei grandi sembra fuori discussione: il ragazzo, infatti, era diventato un faro della Primavera con le sue novantanove presenze, condite da una rete e due assist. A sua volta, l'ascesa verso la Primavera era figlio di un sistema usato sicuro sperimentato con la formazione Under 17 con ventisette cartellni timbrati e quattro suggerimenti offensivi. E lui, giustamente, ha pensato, se il giochetto mi è riuscito  bene nelle esperienze precedenti, per quale motivo non dovrebbe riuscirmi in modo altrettanto fausto ora? Ma c'è un particolare da non sottovalutare ed è quello relativo al desiderio che chi lo ha tra le mani ha di impiegarlo in servizio permanente effettivo. 

Quella prima volta con il Como, ma il vero esordio è stato in questo campionato 

A voler essere precisi, le strade di Simone Lottici Tessadri e della prima squadra grigiorossa non si sono intersecate in avvio di campionato ma alla conclusione dello scorso quando Giampaolo, con una Cremonese ormai rassegnata a retrocedere, gli diede cinque minuti di brivido intenso nel calcare un campo di serie A. Lottici Tessadri quel discorso non lo ha lasciato cadere. Giampaolo neppure, tanto da dargli le chiavi per entrare dalla porta della formazione titolare nell'esordio di questo campionato contro l'Empoli.  Questa volta, però, dal minuto d'avvio. Non è arrivata una prestazione di quelle da ricordare, ma l'alibi è già pronto. esordire in Prima Squadra e per giunta figurando nella top eleven qualche contraccolpo emozionale te lo può generare, anche se sei tutto determinazione  e autostima. 

Gli impieghi successivi 

Nelle occasioni successiva non è mai comparso dal fischio d'inizio ma è sempre stato gettato nella mischia in corso d'opera. Solo scampoli di minuti, qualcosa entra nelle gambe e fa gamba. Con l'Arezzo ha fatto il suo ingresso al minuto 68 fornendo una prestazione convincente e facendo capire che, se gli si dà fiducia, lui sa ripagare con la giusta mercede. 

Bisogno di minutaggio 

Vero è che è sbarcato da pochissimo in Prima Squadra. Vero è che ha davanti a sè chi ha maggior esperienza. Ma non lo è di meno che, per poter dimostrare veramente quale contributo possa dare alla causa, avrebbe bisogno di essere sperimentato per qualcosa di più di semplici frammenti di partita. Mettere nelle gambe più sfide magari giocate dai minuti d'avvio potrebbe servire a irrobustirlo non soltanto sul piano della capacità di rendere con le gambe giuste, ma anche su quello psicologico. Resta adesso da vedere se Pecchia propenderà per questa soluzione oppure deciderà di inserirlo per modificare una tessera in corso di partita.   

Sezione: News / Data: Mar 13 ottobre 2026 alle 13:26
Autore: Cristiano Comelli
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