Un calcio d'angolo, una disattenzione e un'altra sconfitta. La Cremonese continua a pagare a caro prezzo i propri errori e il ko contro la Juve Stabia ha evidenziato difficoltà che vanno ben oltre il risultato finale. La squadra di Fabio Pecchia fatica a controllare le partite, concede episodi decisivi e soprattutto non riesce a reagire con la necessaria efficacia quando passa in svantaggio.

Ci sono sconfitte che possono essere spiegate attraverso singoli episodi e altre che evidenziano problemi più profondi.

Quella della Cremonese contro la Juve Stabia appartiene probabilmente alla seconda categoria.

La rete di Marco Bellich, arrivata al 25° minuto sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Fabio Maistro, ha indirizzato una partita che i grigiorossi non sono più riusciti a recuperare.

Eppure, le occasioni per pareggiare non sono mancate.

Nasti, Berti, De Luca, Bonazzoli e Licina hanno cercato di rendersi pericolosi, ma nessuno è riuscito a trovare il guizzo decisivo.

Il problema riguarda quindi sia l'organizzazione difensiva sia la qualità della fase offensiva.

Cremonese, dalle palle inattive alle difficoltà del centrocampo: cosa non funziona?

Il primo aspetto da analizzare è la gestione dei calci piazzati.

Contro la Juve Stabia, la Cremonese ha concesso a Bellich la possibilità di colpire al volo all'interno dell'area di rigore.

Un episodio sul quale sarà necessario riflettere, soprattutto per migliorare la distribuzione delle responsabilità e l'occupazione degli spazi.

Il secondo problema riguarda il centrocampo.

La coppia composta da Grassi e Thorsby ha cercato di garantire equilibrio, ma la squadra ha faticato a sviluppare un possesso realmente efficace.

Quando gli avversari riescono a limitare le linee di passaggio centrali, la Cremonese tende ad affidarsi maggiormente alle iniziative individuali degli esterni.

Questo rende la manovra meno imprevedibile e costringe spesso gli attaccanti a ricevere palloni in condizioni complicate.

Il terzo elemento è la difficoltà nel trasformare le occasioni in gol.

Contro la formazione campana sono arrivate conclusioni e situazioni interessanti, ma la squadra non è riuscita a concretizzarle.

Un limite che pesa enormemente, soprattutto quando basta una rete subita per compromettere il risultato.

Pecchia e il 4-2-3-1: cambiare modulo potrebbe essere la soluzione?

La Cremonese ha affrontato la Juve Stabia con il 4-2-3-1.

Un sistema che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe garantire equilibrio tra i reparti e permettere ai trequartisti di sostenere il centravanti.

In realtà, la squadra non riesce sempre a mantenere le distanze corrette tra centrocampo e attacco.

Una possibile alternativa potrebbe essere rappresentata da un centrocampo a tre, soluzione utile per aumentare la copertura centrale e migliorare la gestione del pallone.

Un'altra possibilità consiste nell'utilizzare due attaccanti, cercando di aumentare la presenza negli ultimi metri.

Nessuna di queste modifiche, però, garantirebbe automaticamente risultati migliori.

Il problema principale riguarda la capacità dei calciatori di interpretare correttamente le diverse fasi della partita.

La Cremonese deve ritrovare soprattutto equilibrio, organizzazione e concretezza.

Pecchia conosce il valore dell'organico e dispone ancora di tempo per intervenire, ma deve trovare risposte immediate.

Perché una squadra che concede episodi determinanti e non riesce a sfruttare le proprie occasioni rischia di continuare a perdere punti anche contro avversari alla sua portata.

Sezione: News / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoCremonese
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