La Cremonese attraversa un momento estremamente complicato e l'emergenza infortuni continua a condizionare il lavoro di Fabio Pecchia. Anche contro la Juve Stabia il tecnico ha dovuto rinunciare a diversi elementi importanti, soprattutto a centrocampo. Ma quanto incidono realmente le assenze sul rendimento dei grigiorossi? E soprattutto, possono bastare a spiegare una squadra precipitata in zona retrocessione?

La situazione fisica dell'organico rappresenta uno degli aspetti più delicati dell'attuale stagione della Cremonese.

Nella sfida dello Zini contro la Juve Stabia, l'allenatore ha dovuto fare a meno di Gerli, Pontisso, Collocolo, Bianchetti e Rocchetti.

Cinque indisponibilità che hanno inevitabilmente ridotto le possibilità di scelta, costringendo Pecchia a cercare soluzioni alternative.

Non tutte le assenze hanno lo stesso peso, ma alcune riguardano giocatori particolarmente importanti per il funzionamento della squadra.

Il problema principale emerge soprattutto nella zona centrale del campo, dove mancano elementi in grado di garantire qualità nella gestione del possesso e continuità nella costruzione della manovra.

Cremonese, Gerli e Pontisso assenti: il centrocampo ha perso equilibrio?

L'indisponibilità di Fabio Gerli rappresenta un problema significativo.

Il centrocampista possiede caratteristiche utili per dare ordine alla costruzione del gioco, favorire l'uscita del pallone dalla difesa e collegare i reparti.

Anche Simone Pontisso offre qualità importanti nella gestione della manovra.

Senza questi interpreti, Pecchia ha dovuto affidarsi a combinazioni differenti, utilizzando contro la Juve Stabia una coppia centrale composta da Grassi e Thorsby.

Due giocatori di esperienza, ma con caratteristiche che non coincidono completamente con quelle degli assenti.

La Cremonese ha mostrato difficoltà nel trovare continuità nella circolazione del pallone, soprattutto quando gli avversari sono riusciti a chiudere gli spazi centrali.

Anche l'assenza di Collocolo limita le possibilità di inserimento e dinamismo.

Il quadro complessivo spiega almeno in parte perché il tecnico fatichi a trovare una soluzione stabile.

Tuttavia, la presenza di numerosi giocatori esperti dovrebbe comunque consentire alla squadra di affrontare determinate situazioni con maggiore efficacia.

Gli infortuni non bastano: la Cremonese deve trovare soluzioni prima dei rientri

Attribuire l'intera crisi alle assenze sarebbe un errore.

Le difficoltà della Cremonese erano emerse già nelle prime giornate, quando la squadra non riusciva a esprimere con continuità un gioco convincente.

La gestione della rosa, la compatibilità tra i calciatori e le scelte tattiche restano questioni fondamentali.

Pecchia deve certamente recuperare gli indisponibili, ma non può limitarsi ad attendere il loro ritorno.

Una delle priorità dovrebbe essere quella di semplificare alcuni meccanismi di gioco, riducendo i rischi nella costruzione e offrendo maggiori riferimenti ai centrocampisti disponibili.

Al tempo stesso, sarà importante evitare di accelerare i recuperi senza le necessarie garanzie fisiche.

Il calendario non concede pause particolarmente lunghe e la Cremonese deve imparare a conquistare risultati anche in condizioni di emergenza.

Gli infortuni rappresentano una difficoltà reale, ma la salvezza non può dipendere esclusivamente dal ritorno di alcuni giocatori.

Una squadra competitiva deve saper affrontare anche le situazioni impreviste.

Ed è proprio sulla capacità di trovare alternative che si misurerà il lavoro dello staff tecnico nelle prossime settimane.

Sezione: News / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 13:30
Autore: Redazione TuttoCremonese
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