La Cremonese pareggia 0-0 la prima delle due finali in programma, adesso la squadra grigiorossa è obbligata a vincere al Penzo, se vuole conquistare la serie A.

 In un contorno di colori, cori, vessilli grigiorossi al vento, è andato in scena il “primo tempo” della sfida tra Stroppa e Vanoli, tra Cremonese e Venezia. In campo, la tensione tipica della posta in palio alta, con le due compagini che hanno cercato equilibrio nella manovra per non dare vantaggio all’avversario.

La Cremonese, in termini di pericolosità fa molto di più, rispetto ai veneti che riescono raramente ad essere incisivi e Pohjanpalo viene eclissato da un Ravanelli in grande forma.

 La prima palla gol è ospite, dopo 5 minuti, ma Saro è vigile. Dall’altra parte, Joronen “One man show” decisivo (nel primo tempo) su tiro da fuori di Coda, nella ripresa, su Sernicola al quarto d’ora e su Zanimacchia, a dieci minuti dal termine.

 La Cremo costruisce tanto e non va a dama. Buonaiuto ha sui piedi le occasioni più ghiotte, ma manca del cinismo da attaccante di razza. A fine match, Stroppa fa i complimenti alla squadra e alla gestione della partita.

 Un pizzico di rammarico, traspare dalle parole del tecnico, per non aver capitalizzato quanto prodotto sul campo, ma le indicazioni che arrivano da questa prima parte di finale, sono incoraggianti.

 Il gruppo è carico e determinato a giocare il tutto per tutto, domenica sera al Penzo. Il Venezia non ha brillato (come il suo solito) in fase offensiva, forse Vanoli ha preferito la “prudenza” in considerazione del vantaggio dei due risultati su tre a disposizione.

Uno (0-0) che termina tra gli applausi del popolo Cremonese che (come la squadra) sa che la missione è ardua ma la Cremo vista ieri sera a Venezia se la può giocare e sicuramente iI Venezia (da ieri sera) non dormirà sonni tranquilli.

Crediamoci

Dai Cremo.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 31 maggio 2024 alle 11:00
Autore: Federico Bresciani
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