Un alone di mistero, il doping, le offerte da Cina e Stati Uniti e una morte prematura: la storia di Mihai Baicu

Prima puntata di "Storie Grigiorosse", rubrica di amarcord dedicata a personaggi, eventi, aneddoti e curiosità legati alla storia dell'Unione Sportiva Cremonese
20.08.2014 20:00 di Nicolò Bonazzi Twitter:   articolo letto 4298 volte
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
Un alone di mistero, il doping, le offerte da Cina e Stati Uniti e una morte prematura: la storia di Mihai Baicu

Alzi la mano chi si ricorda di Mihai Baicu. Difficile, bisogna scavare nel profondo e fare un lungo passo indietro di dieci anni. Stiamo parlando di un giocatore arrivato a Cremona avvolto da un alone di mistero non indifferente e sparito nell'indifferenza generale per non aver soddisfatto le aspettative e la fiducia che i dirigenti grigiorossi riponevano in lui.

Gennaio 2003: la Cremonese è ai suoi minimi storici e naviga nelle acque impantanate della C2 con una rosa mediocre e poco adatta alla categoria. In estate lo staff di Gualco e Rispoli ha cercato di operare sul mercato con i pochi soldi a disposizione in modo tale da allestire una rosa che possa portare a casa una salvezza tranquilla. Nonostante le intenzioni, la classifica in inverno è abbastanza deficitaria e la dirigenza vuole regalare ai tifosi un colpo ad effetto, ossia quel panzer d’area che avrebbe dovuto portare i gol-salvezza. Le rapidità e la buona volontà di Job non bastano e lo score realizzativo di Montrone e Pau è troppo sterile per poter permettere alla squadra di passare sonni tranquilli. L’entourage grigiorosso contatta allora Mihai Baicu, puntero ex Cittadella e Steaua Bucarest.

Viste le premesse, però, gran parte del pubblico resta perplessa. Le otto reti segnate fra B e C1 con la maglia del Cittadella non lasciavano presagire nulla di buono per quel che riguarda la fase realizzativa. Baicu giunge a Cremona nell'inverno del 2003 con le migliori credenziali, ma lascia la città dopo pochi mesi trascinandosi dietro il fardello di un enorme punto interrogativo. Il ventisettenne romeno verrà ricordato solamente per i suoi chili di troppo e per la sua lentezza pachidermica.

Baicu è la classica prima punta, l'ipotetico bomber d'area di rigore capace, oltre a segnare, di creare spazi per i propri compagni e capace di servirli con sponde e tocchi intelligenti. Queste qualità restano però ipotetiche visto che l'attaccante romeno non farà vedere nulla di tutto questo. Il suo esordio non è dei migliori (soprattutto la gara contro il Pavia dove sbaglia l'impossibile), ma Maselli ha fiducia in lui e continua a schierarlo titolare. Con la velocità di altri attaccanti grigiorossi per Baicu sarebbe stato facile appoggiare in porta gli assist dei compagni. Ma Cremona non vide nulla di tutto ciò. Dopo un mese dal suo arrivo sotto l'ombra del Torrazzo il romeno si infortuna: pubalgia. E per lui inizia un vero e proprio calvario. Il giocatore disputerà solo sette partite con la maglia grigiorossa senza mai segnare nemmeno una rete. La Cremo si classificherà sesta a tre punti dai playoff e il suo contratto scade. La dirigenza, quindi, non ha più nessun interesse nei suoi confronti e il giocatore resta quindi libero di cercarsi un'altra destinazione. Ma per tutta l’estate del 2003 si apre il caso Baicu: Mihai scompare per molto tempo senza lasciare tracce, mentre molte squadre si fanno sotto per lui nonostante l'annata sfortunata. Giungono offerte dalla Cina, dalla Romania e dall’America. Dopo due mesi il romeno torna a farsi sentire, ma declina tutte le offerte preferendo restare in Italia. Scende allora fra i dilettanti del Maglie, ma la sua permanenza dura poco e il giocatore ritorna in fretta e furia nell'amata madrepatria. 

In Romania vestirà le maglie di Brasov, Ghimbav e Farul Costanza. Nel 2004, un anno dopo il suo addio alla Cremonese, verrà squalificato per tre mesi per aver assundo Furosemide, un diuretico che viene utilizzata come farmaco per il trattamento di edemi e ritenzione idrica, in particolare nello scompenso cardiaco, ma che può anche essere utilizzato per mascherare l'uso di altri farmaci dopanti. Al giocatore viene inflitta anche una multa da trecentomila euro. Il suo ultimo club è stato il Ceahlaul P. Neamt nella cadetteria romena. Veste la maglia di quella squadra fino al 2005, anno in cui decide di appendere le scarpe al chiodo. In Romania ha segnato 17 reti in 112 incontri di prima divisione e 31 marcature in 44 partite in seconda divisione. Come molti altri stranieri, in Italia è stato solo di passaggio non essendo riuscito mai ad adattarsi ai ritmi e al livello del nostro calcio. 

Mihai Baicu è deceduto in una calda serata del 6 luglio 2009 durante un match amichevole disputato presso lo stadio della Steaua, sua ex squadra, a Bucarest. Secondo la ricostruzione degli eventi effettuata dalla squadra mobile della capitale romena, il giocatore, al termine della partita, si appoggia ad una sedia, ma dopo pochi secondi, crolla a terra esanime: arresto cardiaco. Gli amici chiamano subito i soccorsi, ma per Baicu non c’è più nulla da fare. La morte è stata immediata. Il cordoglio in patria è stato tangibile per un giocatore che nel proprio campionato ha lasciato il segno portando numerose gioie ai propri sostenitori. 

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