Cremo, ce la siamo cercata: ma noi non dobbiamo mollare

 di Nicolò Bonazzi  articolo letto 829 volte
Francesco Sessa/TuttoCremonese.com
Francesco Sessa/TuttoCremonese.com

Dopo una amara sconfitta subita a Trapani la Cremo da l'addio alla Serie B, traguardo in questi cinque anni della presidenza Arvedi più volte sfiorato, visto da lontano, acchiappato e poi perso ma mai raggiunto e concretizzato. Una ferita che brucia, uno squarcio difficile da colmare: l'ennesima promozione volata via che ci lascia con l'amaro in bocca.

Per una volta non abbiamo avuto nessun arbitraggio discutibile a nostro sfavore e non abbiamo avuto situazioni di gioco spiacevoli: stavolta ce la siamo cercata noi, inesorabilmente e amaramente. Nella sfida di andata il gol del Trapani è arrivato dopo un errore evitabilissimo, mentre la rete subita domenica al "provinciale" della città sicula è stato uno dei "soliti" gol che una squadra come la Cremonese, una corazzata costruita per vincere, non dovrebbe mai subire. 

Appena dopo il triplice fischio di Abbattista iniziano i processi: se ne sono sentite e dette di ogni colori, c'è chi da la colpa a Brevi, c'è chi da la colpa alla società, c'è chi da la colpa ai singoli. Preso atto delle opinioni di ogni tifoso grigiorosso, quel che resta di questa stagione è un ritratto di rammarico per "quel che sarebbe potuto essere ma che invece non è stato". Nessuno in questa stagione è esente da colpe: Brevi ha sbagliato certe partite e certi atteggiamenti, la società a tratti non è stata chiara e i giocatori in campo non hanno spesso reso come dovevano (vedi il nervosismo di Samb, l'annata no di Musetti, gli alti e bassi di alcuni e gli errori sotto porta in certe circostanze come la partita di domenica). Errare humanum est ma in un campionato se non vengono raggiunti gli obbiettivi prestabiliti è chiaro che qualcuno finisce nell'occhio del ciclone. Quel che possiamo fare è soltanto rimboccarsi le maniche un'altra volta e continuare a rincorrere il nostro sogno. E' vero, a parole sono capaci tutti, l'amarezza è tanta, lo scoramento è alto e il morale e la voglia di ricominciare daccapo è sotto i tacchi delle scarpe. Ma noi tutti abbiamo il diritto di crederci, di continuare a sognare, di sperare nel salto tanto ambito e mai arrivato. 

A differenza degli altri questa volta bisogna agire diversamente. La società ha sempre voluto stravolgere tutta la squadra, fare, comprare e disfare. Questa scelta fu comprensibile nella passata stagione e nella funesta annata dei vari Morfeo e Riganò, ma quest'anno è tutto diverso. La Cremonese è costituita da un gruppo di ragazzi forti, validi e che si sono fatti in quattro per cercare di raggiungere la Serie B. Un ossatura c'è e la piazza non vuole altre rivoluzioni. I vari Minelli, Cesar, Pestrin, Dettori, Le Noci meritano la riconferma insieme a quasi tutta la squadra. Gli interventi sul mercato dovranno essere rivolti a colmare le lacune mostrate fino ad ora e a rimpiazzare i futuri partenti che, per un motivo o per l'altro, non sono riusciti a rendere a dare il loro contributo in maniera positiva. Le squadre andate in B fino ad oggi hanno dimostrato di avere nel gruppo uno dei principali punti di forza. E allora perchè non adeguarsi?

A poche ore dal termine della stagione (addirittura anche durante i playoff) sono stati fatti i primi nomi e le prime possibili scelte. Tutti i futuri giocatori che vorranno vestire il grigiorosso sono avvisati: Cremona pretende impegno per cercare ancora una volta di ottenere ciò che ci è stato tolto prima dagli errori arbitrali, quindi da "loschi figuri" presenti all'interno della rosa e infine dai nostri errori. L'imperativo per la prossima stagione è soltanto uno: chiarezza societaria, compattezza della squadra e fame di successi. Ripartire con entusiasmo per centrare la Serie B. Difficile? Basta crederci. Crederci e non mollare mai.