Qui Renate: pochi gol fatti e tanti subiti. La salvezza diretta è una chimera

19.11.2015 08:00 di Nicolò Casali   Vedi letture
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
Qui Renate: pochi gol fatti e tanti subiti. La salvezza diretta è una chimera

Al suo sesto anno tra i professionisti, il Renate non si può di certo affermare che abbia iniziato il campionato nel migliore dei modi, e le possibilità che, alla fine, riesca ad evitare la lotteria dei play-out sembrano essere davverp poche. Non vogliamo sparare sentenze già a metà novembre, ma oggettivamente ci sono squadre ben più attrezzate per salvarsi anticipatamente.

I nerazzurri, infatti, oltre ad essere terzultimi con 9 punti, a livello realizzativo hanno fatto meglio soltanto del fanalino di coda Pro Patria (6 gol realizzati contro i 4 dei bustocchi), mentre in difesa hanno incassato meno soltanto, ancora una volta, della Pro Patria e dell'Albinoleffe (penultimo a 7 punti). D'altronde, l'età media è bassa (neanche 24 anni) e anche i più navigati non hanno una gran esperienza in categoria. Basti pensare che il capitano Andrea Malgrati ha giocato più in D che non in C, ed il portiere Paolo Castelli, dopo una carriera da eterna riserva in giro per l'Italia nelle più disparate categorie, è diventato titolare soltanto nel 2010.

In attacco, addirittura, Mister Boldini preferisce affidarsi ai giovanissimi Valotti ed Ekuban, già autori rispettivamente di 3 e 2 reti, piuttosto che al 26enne Aiman Napoli, punta poco prolifica ma che ha già avuto modo di calcare palcoscenici abbastanza importanti. Da segnalare anche la presenza in attacco di Evans Kondogbia, fratello del più noto centrocampista dell'Inter e della Nazionale francese, il quale, probabilmente, poco avrebbe a che vedere con la professione di calciatore se non fosse per il sopraccitato legame di parentela.

E' una gara da vincere, insomma. Come ogni avversario, va trattato con rispetto ma a Meda, una squadra come la Cremonese, non può pensare d'innalzare le barricate per poi colpire in contropiede. Si può e si deve fare la partita, anche a costo di rischiare qualcosa.