Qui Pro Piacenza: nascita e sviluppo della favola rossonera

04.11.2015 21:00 di Nicolò Casali   Vedi letture
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Qui Pro Piacenza: nascita e sviluppo della favola rossonera

Non è "il derby del Po" per antonomasia ma ha comunque il suo fascino. Un fascino dovuto anche all'incredibile storia del Pro Piacenza, una società che, sebbene sia uscita agli onori della ribalta soltanto di recente, può vantare di aver quasi raggiunto il secolo di vita.

Ma come ha origine questa favola? Da una parte c'è il Pro Piacenza vero e proprio, nato nel 1919, che ha raggiunto l'apice della sua storia alla fine degli anni '50, ovvero quando, grazie a connubi con altre squadre dilettantistiche, giunge sino alla Quarta Divisione (ad onor di cronaca, va ricordato che il campionato di Promozione venne inserito soltanto nel 1967 per poi esser declassato nel 1991 con l'inserimento dell'Eccellenza). Dopodiché, è stato un continuo saliscendi tra la Prima, la Seconda e la Terza Categoria, ma la svolta è arrivata soltanto di recente.

Dall'altra parte, invece, nasce tutto dall'amalgama tra la squadra di Bettola (BettolaSpes) e quella di Ponte sull'Oglio (la Pontolliese), quest'ultima guidata da Pietro Tacchini, ovvero uno dei fautori del miracolo Pizzighettone. Le due società uniscono le loro forze in un'unica creatura chiamata BettolaPonte che riesce ad ottenere una doppia promozione sino alla Serie D. La nuova dirigenza acquista poi il titolo del Pro Piacenza assumendo il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Piacenza 1919 che cambierà ancora, con il passaggio in Lega Pro, in Associazione Sportiva Pro Piacenza 1919 S.r.l.

Il salto nel professionismo arriva dopo tre stagioni: salvezza sofferta il primo anno, play-off nel secondo (dominio per quasi tutto il campionato e calo nel finale) e promozione diretta nel terzo. Lo scorso anno ha rischiato di esser compromesso già in principio a causa degli 8 punti di penalizzazione (diventati poi 5) a causa dell'utilizzo, nella stagione precedente, del difensore Luca Santi su cui pendeva una giornata di squalifica, ma ai play-out i rossoneri sono riusciti ad avere la meglio sul Forlì

Ora in panchina c'è William Viali, ma l'ex difensore grigiorosso fa quello che può con quello che ha, ovvero poco. Il fantasista Davide Carrus e la punta Julien Rantier (rispettivamente 36 e 32 anni) non bastano per salvare una squadra, e infatti ora si trovano al quintultimo posto assieme al Cuneo. D'altronde non si può pretendere molto, diversamente vi invitiamo a tornare all'inzio e rileggere la storia da capo.