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GLI EROI DELLA CREMO

Gli Eroi della Cremo: Mario MONTORFANO

Dopo Bencina, ecco la storia di una persona al servizio della Cremonese: la storia di un uomo che ha vissuto in prima persona il periodo aureo della nostra squadra
13.04.2012 11:00 di Nicolò Bonazzi  articolo letto 3286 volte
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Gli Eroi della Cremo: Mario MONTORFANO

"Questa è la storia, di uno di noi...". Potrebbe iniziare così, sulle note di Adriano Celentano, il racconto della vita di Mario Montorfano, trentaquattro anni di Cremonese e un cuore grigiorosso grande così. Un uomo al servizio di una squadra prima da calciatore e poi da allenatore della prima squadra e del settore giovanile.

Mario Montorfano nasce a Brescia il 7 maggio 1961. Dopo una breve parentesi nella Leonessa, il difensore approda in grigiorosso. Dopo la trafila di routine nel settore giovanile, ecco che nel 1978 arriva l'esordio in prima squadra. E' la Cremonese di Guido Vincenzi, un gruppo che arriverà nono nella neonata Serie C1. Montorfano muove i primi passi collezionando 8 presenze ma, ben presto, diventa titolare fisso di una squadra che sta per iniziare il suo ciclo magico che culminerà con la vittoria a Wembley.

Mario è un difensore arcigno e corretto sul quale si può sempre fare affidamento. Il giocatore avrà la fortuna di vivere in prima persona tutte le storiche vittorie della Cremonese. Gli anni passano e Montorfano diventa sempre più una certezza: si arriva così al 1984 quando dall'alto delle sue trentaquattro presenze aiuta la Cremo a ritornare in Serie A dopo la bellezza di 54 anni. La massima serie dura soltanto dodici mesi e ha così inizio l'altalena di presenze fra Serie A e cadetteria. Montorfano è protagonista di tante gioie (spareggio di Pescara con il rigore di Lombardo, grandi exploit contro Milan e Juve) ma anche di tanti dolori (spareggi persi contro Cesena e Lecce e promozioni soltanto sfiorate). Prima di tornare fra i dilettanti bresciani, il buon Mario si toglie anche la soddisfazione massima, ossia la vittoria della Coppa Anglo-Italiana, presenziando gli ultimi 5' della finale entrando al posto di Tentoni. La grandissima carriera di Montorfano sta per arrivare al viale del tramonto e nel 1994 (dopo altre 4 partite in Serie A), il difensore decide di farsi da parte dopo 365 partite disputate con la casacca grigiorossa indosso. Mario è il quinto "alfiere" di tutti i tempi. Soltanto Cesini, Finardi, Trovati e Gualco hanno giocato più incontri di lui. 

Una volta appese le scarpe al chiodo, Montorfano prosegue la sua vita grigiorossa allenando le giovanili. Dopo anni con la Berretti, nel momento più tragico della storia della Cremo, viene chiamato insieme al suo eterno amico Bencina alla guida della prima squadra. I due accettano di buon grado più per amore della squadra che per il misero compenso: nonostante qualche ingiustificata contestazione subita, i due salveranno una squadra giovanissima compiendo un vero e proprio miracolo. Una volta arrivato Triboldi, Montorfano si fa da parte e torna al settore giovanile. Ma il buon Mario non si aspetta che a distanza di nove anni, la Cremonese avrà bisogno ancora di lui per uscire dai guai.

La scorsa stagione, dopo l'esonero di Acori, Montorfano torna alla guida della prima squadra. E' l'anno di Paoloni, una delle stagioni più nere dal punto di vista calcistico della storia grigiorossa. Il tecnico si trova di fronte uno spogliatoio spezzato e un gruppo disunito, la cui integrità è stata seriamente minata da vicende extracalcistiche che da li a qualche mese si sarebbero rivelate al mondo sportivo. Montorfano riesce a raccogliere i cocci di una leonessa ferita e, racimolando le ultime energie rimaste nei giocatori, conduce alla salvezza una squadra dilaniata internamente da tutto quello che oramai è arci noto alla giustizia sportiva. 

Dopo aver fatto tabula rasa, la società lo rispedisce alla Berretti e Montorfano, ancora una volta, toglie il disturbo senza fare una piega. Dopo la salvezza numerosi tifosi lo vorrebbero alla guida della prima squadra, ma la società opta per l'arrivo di Brevi. "Il mio compito è terminato" dirà nella conferenza stampa di fine stagione. Grande stile e immensa signorilità. 

Ed è proprio per questo che Mario Montorfano è "uno di noi": una carriera al servizio della Cremo, un amore indescrivibilmente immenso verso i nostri (suoi) colori. La Cremonese deve ritenersi fortunata: nel calcio di oggi, figure di questo tipo sono oramai più uniche che rare. 

Se avete qualche richiesta particolare legata a un giocatore che vorreste vedere in questa rubrica o se avete semplicemente dei suggerimenti per "Gli Eroi della Cremo", scrivete una mail all'indirizzo n.bonazzi@libero.it. In base alle richieste pervenute si cercherà di accontentare il maggior numero di lettori possibile.


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