Gli Eroi della Cremo: Luigi GUALCO

Quarta puntata dedicata ad un pilastro difensivo della gloriosa Cremonese anni 90, nonchè un coraggioso presidente degli anni bui.
27.08.2014 11:00 di Davide Capogrossi  articolo letto 4573 volte
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Gli Eroi della Cremo: Luigi GUALCO

Luigi Gualco approda a Cremona nel 1985, in una squadra appena retrocessa in Serie B. E’ un ventenne di Alassio che aveva ben figurato nella Sanremese, un difensore centrale sempre molto preciso nelle chiusure, pericoloso nelle incursioni offensive. La prima  stagione è estremamente positiva, mister Mondonico – all’ultimo anno sulla panchina grigio rossa – lo impiega con costanza, e lui chiude l’annata con 25 presenze, 1 gol e un nono posto finale in campionato.
Il nuovo allenatore è Bruno Mazzia, Gualco guida la retroguardia nella sua seconda stagione a Cremona, collezionando anche due marcature, ma l’ottimo cammino della squadra viene interrotto ai playoff con Cesena e Lecce.

Questo ragazzo atletico e coraggioso si guadagna la simpatia del pubblico, anche per quella capigliatura afro un po’ sbarazzina che tanto andava di moda in quegli anni.
Gualco è la bandiera della Cremonese per 12 stagioni, con un breve intervallo a Losanna nel 1996. Tra i momenti memorabili il suo gol nel pareggio con la Juventus nel 1989-90 (Burnich in panchina), la mitica finale del Trofeo Anglo Italiano a Wembley il 27 marzo 1993, la rete decisiva nella vittoria storica con il Milan di Capello nel 1994 e tanto tanto cuore grigiorosso. Appende gli scarpini al chiodo nel 1999, con all’attivo 365 presenze e 30 gol con la maglia della Cremonese.

La squadra perde quota nel corso di quegli anni fino a sprofondare in C2, in concomitanza con la fine dell’era Luzzara: Gualco partecipa al rilancio del calcio cremonese, assumendo la presidenza nel marzo 2002, Graziano Triboldi è il patron.
In due stagioni la squadra effettua un doppio salto fino alla Serie B, salvo poi scivolare immediatamente in Prima Divisione. Gualco lascia la presidenza nel 2007, bersagliato da alcuni tifosi che non ne condividono l’operato e pressato da una piazza che ha una fame spietata di grandi palcoscenici. Gli subentra il cavalier Arvedi, il resto è storia contemporanea, ma le strade di Gualco e Cremonese non potranno mai dividersi definitivamente.