Gli Eroi della Cremo: Luciano CESINI

Con oltre 450 partite in grigiorosso è il giocatore più presente di tutti i tempi. Mastino di fine anni '60, ha vissuto i momenti più bui della storia della Cremo riuscendo comunque a togliersi parecchie soddisfazioni
16.04.2012 11:00 di Nicolò Bonazzi   Vedi letture
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Gli Eroi della Cremo: Luciano CESINI

Quattrocentotrentasei partite, dodici stagioni e quattordici Derby del Po disputati al comando della difesa. I numeri di Luciano Cesini parlano per lui. Il biondo difensore della Cremo è il giocatore più presente di tutta la storia grigiorossa e ha contribuito in larga parte alla rinascita di una squadra finita addirittura in Quarta Serie.

Luciano Cesini da Piadena approda giovanissimo al settore giovanile della Cremonese. Dopo anni passati con tutte le selezioni grigiorosse, ecco che nel 1966 arriva la chiamata con la Prima Squadra. Il difensore collezionerà sette presenze ma la squadra retrocede in Serie D. Dopo qualche anno i grigiorossi ripiombano nel baratro della Quarta Serie. Il presidente Maffezzoni è stanco e lascia l'incarico a Domenico Luzzara. La fine degli anni '60 coincide con un'altalena fra Serie C e Serie D, ma corrisponde anche alla consacrazione di Cesini. Il biondo piadenese è un difensore vecchio stile: non tira mai indietro la gamba, è arcigno e combattiero ma senza esagerare con gli eccessi. Per capire il tipo di calciatore basta conoscere un aneddoto: Cesini, in carriera, non è mai stato ammonito. In 436 incontri nemmeno un cartellino giallo: è un record imbattibile, soprattutto per un difensore. 

Gli anni passano e Luciano vive mille emozioni con indosso la maglia grigiorossa. Si passa dallo spareggio contro il Marzotto (che segna l'ennesima retrocessione in Quarta Serie) agli inediti derby contro la Leoncelli (il primo, tra l'altro, perso 2-1 in casa) fino ad arrivare al ritorno in B dopo quasi trent'anni di assenza. Nel mezzo, tante battaglie, tanti avversari tallonati, tante botte prese e tante vittorie agrodolci: Cesini diventa il capitano di una squadra che ha voglia di ritornare grande come all'inizio della sua storia. E dopo tanto sudore, come detto, arriva la promozione in B. Nel 1976 i grigiorossi iniziano una cavalcata vincente che culminerà con il ritorno in Purgatorio dopo tante stagioni. La difesa subisce solo 18 gol ed è la migliore del girone: ed il merito va soprattutto a lui, al biondo difensore con la Cremo nel sangue. 

La cadetteria dura soltanto una stagione, ma Cesini si toglie lo sfizio di esordire giocando alla fine trentaquattro gare di campionato. La sua carriera è però agli sgoccioli e, dopo un nono posto ottenuto nella stagione 1978/79, Luciano appende le scarpe al chiodo ponendo la parola fine su un ciclo durato dodici anni. Tuttavia, come tutte le bandiere che si rispettino, la sua avventura in grigiorosso non termina dopo il ritiro dall'attività agonistica. 

Cesini diventa il tecnico della Primavera della Cremonese. Dopo anni di gioie e dolori, nel 1987 arriva il primo prestigioso trofeo: la Coppa Italia Primavera. La squadra dell'ex difensore grigiorosso asfalta in finale il Como (4-0 all'andata, 0-0 sulle rive del lago) e porta a casa una coppa ancora oggi molto ambita. In quella squadra giocavano Turci, Gualco, Lombardo, Pedretti, Galletti e Ferraroni: tutta gente che farà la storia della Cremonese. Nel 1990 la Primavera sfiora anche la vittoria dello Scudetto di categoria, ma la Roma di Muzzi e Giannini è troppo forte. Ciò che conta è che la Cremo è una fucina di talenti e Cesini è il maestro di un'orchestra veramente sorprendente.

Ora il grande Luciano ha allargato i suoi orizzonti tuffandosi in politica (più precisamente nella lista del PD di Piadena). E ora, anche se il mondo del calcio non gli appartiene più in prima persona, una cosa è certa: anche da osservatore esterno, sia nel bene che nel male, il cuore di quell'impavido difensore che fu continuerà a battere per la Cremonese. 

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