Gli Eroi della Cremo: Luciano BODINI

Il ricordo odierno è rivolto a quel portiere che si è messo in luce con la maglia della Cremonese alla fine degli anni '70 prima di approdare alla Juventus e di diventare il portiere di riserva più forte d'Italia.
27.04.2012 11:00 di Nicolò Bonazzi  articolo letto 2554 volte
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Gli Eroi della Cremo: Luciano BODINI

Gli italiani appassionati di calcio lo ricorderanno per sempre come "l'eterno secondo", come "il portiere di riserva più forte d'Italia" come numero dodici alle spalle di Zoff e di Tacconi in una splendida Juventus d'inizio anni '80. I cremonesi, invece, sanno anche che Luciano Bodini è maturato fra le fila della Cremonese e, difendendo i pali della porta grigiorossa, ha raggiunto una promozione in Serie B che la città non vedeva da circa trent'anni. 

Bodini nasce a Leno il 12 febbraio 1954. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta, il giocatore viene spedito appena ventenne a Cremona. Siamo nella stagione 1974/75 e la Cremonese si trova impelagata nelle acque fangose della Serie C. Titta Rota, allenatore della squadra, sta gettando le basi per i successi futuri ma la città non vede i fasti del passato da troppi anni. I grigiorossi quell'anno si classificano sesti a parimerito con il Venezia: è la Cremo di Cesini e di Mondonico, ma anche la Cremo di giovani molto interessanti come Cabrini e, appunto, Bodini. Il portiere di Leno si distinguerà nel corso della stagione per qualità sopraffina e grandi doti fisiche che gli permetteranno di blindare la porta grigiorossa anche negli anni a venire. Dopo un amaro secondo posto ottenuto nella stagione successiva, sulla panchina della Cremo si siede Stefano Angeleri e la squadra torna in Serie B dopo ventisei lunghi anni. Bodini in quella stagione si consacra a giocatore completo e maturo e, grazie anche alle sue parate, la Cremo subisce soltanto diciotto reti nell'arco di trentotto partite (quindici reti passive per Bodini, tre per il suo vice Maiani). Dopo il ritorno in cadetteria, la Juve si accorge di Bodini e se lo porta a Torino, privando la Cremonese di un elemento di sicuro affidamento. 

Luciano però non è soltanto un semplice portiere, ma è anche un grande professionista. Una volta arrivato fra le fila bianconere, Bodini disputerà solo una ventina di partite (la maggior parte di esse nel 1984/85 con Trapattoni in panchina) nell'arco di ben dieci stagioni: da titolare con la Juventus vincerà soltanto una Supercoppa Europea. Luciano però ha sempre accettato con grande professionalità il ruolo di secondo portiere senza mai criticare le scelte dei vari tecnici che si sono avvicendati sulla panchina della Vecchia Signora. Dopo aver abbandonato la Juventus, Bodini fa qualche apparizione a Verona prima di chiudere la carriera all'Inter come terzo portiere alle spalle di Zenga e Malgioglio (cremonese doc anche lui ex grigiorosso). 

In onore dei suoi anni alla Juventus da "eterno secondo" lo scrittore gli ha dedicato un libro volto ad esaltare il suo comportamento impeccabile avuto in dieci anni di panchina. Gli sportivi di tutta Italia se lo ricorderanno così ma, per noi cremonesi, Luciano Bodini sarà sempre quel portiere insuperabile che ci ha aiutato a riassaporare (anche se solo per dodici mesi) una Serie B che Cremona desiderava ardentemente da ventisei interminabili stagioni.

SUGGERITO DA: EDOARDO D.

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