Gli Eroi della Cremo: Aristide GUARNERI

Nella terza puntata spazio allo "stopper gentiluomo", figlio di Cremona
22.03.2012 11:00 di Davide Capogrossi  articolo letto 2846 volte
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Gli Eroi della Cremo: Aristide GUARNERI

Tutta Italia lo conosce come il "difensore gentiluomo”, incapace di beccarsi una squalifica in 15 anni di carriera. Aristide Guarneri è stato uno dei simboli della leggendaria Inter di Helenio Herrera, oltre che un punto fisso della Nazionale degli anni Sessanta e ha concluso la carriera nella Cremonese.

Il nostro eroe nasce a Cremona, a San Bassano, e come tanti ragazzi coltiva ben presto la passione per il calcio. Muove i primi passi all’oratorio Silvio Pellico, la sua struttura fisica orienta l’allenatore a schierarlo ala, per sfruttare la sua rapidità. Un’evoluzione repentina del corpo gli sottrae dinamismo e baricentro basso, da qui l’arretramento in posizione di stopper. A 16 anni il passaggio alla Juventina, dove viene notato da alcuni club: Bergonzi lo vuole con sé alla Cremonese ma alla fine il destino lo porta al Codogno, in Promozione. E’ il Como la prima squadra ad accorgersi di lui e lo preleva in prestito per una stagione in cadetteria: inizia ufficialmente la carriera professionistica dello “stopper gentiluomo”.

Nel 1958 il passaggio all’Inter: con i neroazzurri del mitico petroliere Angelo Moratti vince tre scudetti, due Coppe Campioni e due Coppe Intercontinentali. E’ uno dei pupilli del “Mago” Helenio Herrera e la sua presenza diventa fondamentale.
Dopo 10 anni di onorata carriera nerazzurra si trasferisce prima al Bologna, poi al Napoli, senza lasciare il segno. Un’ultima parentesi all’Inter gli consente di raggiungere la soglia delle 335 presenze, condite da 3 reti. Non è di certo un bomber, ma l’unica marcatura realizzata con l’Italia, al leggendario portiere russo Lev Yashin, è entrata nella storia della rappresentativa nostrana.

Nel 1970 il Palermo tenta il colpo di mercato, ma il 32enne difensore cremonese desidera vestire grigio rosso, i colori della sua città. La Cremo milita in Serie D, ma in città c’è voglia di riscatto dopo molti anni bui: in panchina arriva “Titta” Rota, Bruno Franzini e Aristide Guarneri sono i fiori all’occhiello della campagna acquisti. La squadra, guidata dalla classe dello stopper di San Bassano, conquista il primo posto e la Coppa Disciplina. Rimane altri due anni a Cremona, sfiorando un’altra promozione, poi il ritiro e la gloria.

Il legame con la città è evidentemente troppo forte, così nel 1974 Guarneri decide di accettare la panchina della Berretti, conducendo per mano i ragazzi sino alla vittoria finale (per l’occasione viene rubato dagli Allievi un giovanotto promettente di nome Antonio Cabrini).
Né il campo né la scrivania stuzzicano più il leggendario stopper che si defila e compra un appartamento in pieno centro a Cremona: è un componente della fitta rete di osservatori dell’Inter, ma ama alla follia la città delle “Tre T “ e segue con interesse le evoluzioni dei ragazzi di Brevi.