ESCLUSIVA TC - Luca Nizzetto e l'approccio alla B: "Trapani una grande famiglia. Vi racconto le differenze fra le due categorie". Sui trascorsi in grigiorosso...

11.09.2013 00:00 di Andrea Ferrari Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TC - Luca Nizzetto e l'approccio alla B: "Trapani una grande famiglia. Vi racconto le differenze fra le due categorie". Sui trascorsi in grigiorosso...

Più di 100 presenze con la maglia grigiorossa indosso ed ora l'importante salto in cadetteria. Questa la storia di Luca Nizzetto, ora in forza al Trapani di mister Boscaglia. La squadra granata ha agguantato la promozione diretta in B lo scorso anno proprio nella gara dello "Zini" in cui l'esterno offensivo di Verona fu protagonista per la Cremonese. Ora infatti è un tassello importante della squadra siciliana ed è partito col piede giusto in una categoria che già lo aspettava da diverso tempo. TuttoCremonese.com l'ha contattato per Voi in esclusiva per raccontarci quello che sta provando in questa nuova realtà.

 

Ciao Luca, ora sei al Trapani e già sei entrato bene negli schemi di mister Boscaglia.
"Mi sono ambientato bene sin da subito, è un bel gruppo e affiatato, visto che rispetto alla rosa che ha conquistato la B lo scorso anno è stato aggiunto qualche giovane. Sono immediatamente entrato in confidenza col mister e con lo staff. Si tratta di una grande famiglia".

Forse i contatti con la squadra granata sono iniziati dall'ultima gara dello scorso campionato, in cui, nonostante la sconfitta, hai disputato un'ottima gara segnando anche un gran gol...
"Può essere, sicuramente è stata più bella per loro quella partita. Noi avevamo poco da perdere in quel momento, difatti eravamo entrati in campo abbastanza sereni. La ciliegina è stato sicuramente il gol realizzato, poi ovviamente si sono basati anche su altro".

Ora hai assaggiato la Serie B. Te l'aspettavi così?
"L'impatto è stato importante, anche perché il calendario ci ha messi subito di fronte ad avversari come Padova, Pescara ed Empoli, che tentano la promozione in massima serie. C'è stato un po' di timore, perché ad un certo punto ti ritrovi davanti campioni che fino a poco tempo prima osservavi solo in televisione. Durante i primi 10' di partita fai fatica a rendertene conto, poi ti passa...".

Che differenze hai trovato fra la B e la Lega Pro?
"La differenza più notevole è che in Serie B ti ritrovi giocatori che negli ultimi 30 o 40 metri non perdonano. In Lega Pro invece è più probabile che l'azione venga sventata dalla difesa. Qui, se sbagli, l'80% delle volte è gol, vedi giocatori come Maniero, Cutolo o Maccarone".

Tornando ai trascorsi in grigiorosso, il ricordo più bello e quello meno bello...
"Il più bel ricordo è la finale Playoff vinta col Varese in casa, una grande emozione e un grande pubblico. Il più brutto la gara di ritorno...".

Età media in Lega Pro: favorevole o contrario?
"Era giusto com'era una volta. Ora il sistema punta più all'economia che ai veri valori del calcio. E' giusto che i giovani abbiano le loro opportunità ma non che si punti solo a guadagnare più soldi. Il concetto è sbagliato, ci sono campioni avanti con l'età che hanno famiglia e nonostante abbiano ancora molto da dire sono costretti a rimanere senza squadra. Anche io, dopo le prime tre annate con la Cremonese - una squadra di un certo livello - credevo di poter trovare quasi subito una nuova sistemazione, invece sono tornato a Cremona mesi dopo anche grazie ad un dirigente che ben mi conosceva".