ESCLUSIVA TC - Giorgio Roselli: "Fisicamente non siamo al top, dobbiamo cercare di giocarcela. Cremona, che meraviglia..."

16.11.2012 00:00 di Nicolò Bonazzi Twitter:    Vedi letture
© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
ESCLUSIVA TC - Giorgio Roselli: "Fisicamente non siamo al top, dobbiamo cercare di giocarcela. Cremona, che meraviglia..."

Uno dei mister più amati negli ultimi venti anni, l'artefice di un doppio salto dalla C2 alla B che rimarrà scolpito nei secoli dei secoli e il traghettatore che guidò una Cremonese alla deriva ad una salvezza miracolosa. Giorgio Roselli, alla guida dei grigiorossi dal 2003 al 2007 (con un intermezzo di qualche mese causa esonero), è sicuramente rimasto nel cuore di tutti i tifosi della Cremonese. La sua corazzata, formata da giocatori operai e non "primedonne", era riuscita a riconquistare quella Serie B che mancava da sei anni, una categoria conquistata a suon di record (10 vittorie nei primi 11 incontri di campionato, la valanga di reti di Prisciandaro, il record di imbattibilità di Giorgio Bianchi). Cremona non dimenticherà mai Giorgio Roselli, ma nemmeno Giorgio Roselli ha mai dimenticato Cremona. "Ah, Cremona, che meraviglia!". E' questo il primo pensiero del tecnico umbro non appena si concede ai nostri microfoni: e le sue parole nei confronti della Cremo sono tanto dolci quanto sincere. 

Buongiorno mister, il suo Pavia come arriva alla sfida contro i grigiorossi?
Il morale è molto alto, ma la condizione fisica è pessima. Il pareggio ottenuto contro il Lecce ci ha fatto sicuramente bene dal punto di vista psicologico mentre per quel che riguarda i giocatori a disposizione dovrò cercare di assemblare un paio di idee visto che la condizione non è delle migliori. Ho diversi giocatori fuori e dovrò mettere in campo ragazzi che non si sono allenati durante la settimana: speravo di arrivare a questa partita in condizioni migliori.

Quali sono secondo lei le armi vincenti per poter battere la Cremonese?
Prima di pensare a batterla dovremo riuscire a giocarcela alla pari. Dovremo cercare di disputare la partita della vita come abbiamo fatto contro il Lecce e, allo stesso tempo, dobbiamo sperare che la Cremonese non sia al top della condizione per cercare di sfruttare a nostro favore la situazione. Si sa, il calcio è fatto di episodi: non sarà facile, ma ci proveremo.

Venerdì farà ritorno allo Zini, teatro di tante battaglie e mille ricordi. Ci racconta la sua avventura a Cremona?
Arrivai a Cremona a stagione in corso e presi in mano una squadra costruita per vincere ma che era reduce da un inizio di campionato tutt'altro che soddisfacente. Il gruppo però era molto unito e la squadra era fortissima, pertanto riuscimmo a centrare la promozione in C1. L'anno dopo, grazie all'inserimento di alcuni elementi di valore, la squadra riuscì a fare il doppio salto battendo una serie di record come ad esempio la serie di 10 vittorie nelle prime 11 partite di campionato. C'era molto entusiasmo, ma l'anno in Serie B fu tutt'altro che soddisfacente. Vennero compiuti diversi errori, ammessi anche dai colpevoli: la squadra che aveva fatto il doppio salto era stata smantellata, si era indebolita e alcuni giocatori non erano più riusciti a rendere come prima. Ci furono diverse difficoltà, venne ceduto Prisciandaro e venni esonerato. Quel bellissimo gruppo aveva soltanto bisogno di qualche elemento di categoria per potersi salvare ma, alla fine, sappiamo tutti com'è andata a finire. Però il ricordo più bello fu un altro.

Quale?
Al di là di tutti i successi ottenuti con quella squadra, porto nel cuore la salvezza raggiunta l'anno dopo. Arrivai in corsa e riuscimmo a portare a casa una salvezza molto positiva sia per la Cremona calcistica sia per Cremona città. A fine girone d'andata eravamo ultimi, alla fine del campionato ci salvammo senza passare per i playout. Fu un traguardo molto importante perchè magari, con una retrocessione in C2, il Cavaliere Arvedi non avrebbe rilevato la squadra. Fortunatamente ci fu il passaggio di proprietà, anche se la Cremonese non è ancora riuscita a tornare nelle categorie che più le competono nonostante il grande sforzo profuso dalla dirigenza. 

La sua avventura in grigiorosso sarebbe potuta continuare anche con Arvedi presidente...
Nella stagione seguente, quando venne esonerato Mondonico, la società mi chiamò ma, sfortunatamente, le nostre strade non si incontrarono. Peccato, fu un sogno che coltivai per un paio di giorni. In ogni caso, mai dire mai...