In ricordo di Piermario

 di Redazione TuttoCremonese.com  articolo letto 828 volte
Fonte: tmw
© foto di Federico De Luca
In ricordo di Piermario

Il calcio come ragione di vita, come sfondo a tutte le sue vicende personali. Come risposta a episodi strazianti: prima la morte della madre, poi la scomparsa del padre e il suicidio fratello. Piermario Morosini conosceva perfettamente il significato della parole dolore. Non quello fisico ma quello che fa più male, quello della scomparsa delle persone a te più care e che mai può del tutto scomparire.

Episodi incancellabili che lui era riuscito addirittura a trasformare in un'ulteriore carica per quello che fin da piccolo era stato il suo grande sogno: diventare calciatore professionista. "Vorrei diventare un buon calciatore soprattutto per i miei genitori, è un qualcosa che li farebbe felici. Per questo so di avere degli stimoli in più", ha dichiarato in una recente intervista.

Diventare qualcuno per loro, per quei genitori che l'hanno cresciuto tra mille difficoltà, al fianco di un fratellino e di una sorellina entrambi affetti da handicap fisici. Problema insormontabili per tutti, ma non per lui che grazie a un animo nobilissimo ha sempre tirato avanti tra mille difficoltà: "E' cresciuto all'Atalanta con me, l'ho visto giocare da piccolissimo. Era un ragazzo fantastico, che aiutava tutti. In primis la famiglia, viveva per la sua famiglia. Eppure, che ragazzo sfortunato. I genitori persi entrambi prematuramente, il fratello e la sorella con handicap fisici. Il fratellino si è tolto la vita quando lui aveva appena 16 anni. Insomma, una vita davvero sfortunata", ha dichiarato a QN Mino Favini, colui che da anni gestisce il settore giovanile dell'Atalanta e che lo conosceva benissimo.

"E le senti le vene, piene di ciò che sei. E ti attacchi alla vita che hai". Lui, parafrasando Ligabue, la sua vita era riuscito a tenersela stretta tra ostacoli grandi come montagne, portandola avanti passettino dopo passettino con una forza e un orgoglio fuori dal comune. Oggi, però, non ce l'ha fatta. Ironia della sorte, proprio durante una partita di calcio, il rifugio di sempre da ogni problema personale. Il mondo del calcio rimpiange l'uomo prima che il calciatore e, francamente, sorvoliamo a piedi pari qualsiasi abbozzo di polemica sul fatto che rinviare tutte le partite sia stata una decisione giusta o errata.

Questo è il momento del dolore e del ricordo di un grande uomo che ora non c'è più: riposa in pace Piermario Morosini.