Il colpo di testa di Lucchini conduce la squadra ad una vittoria col brivido e con qualche sbavatura. Poco importa, ora l’imperativo è uno solo: vincere contro il Piacenza

La Cremonese centra la quarta vittoria consecutiva restando in scia dell'inarrestabile Alessandria e staccando il Livorno bloccato sull'1-1 dalla Lucchese.
 di Redazione TuttoCremonese.com  articolo letto 773 volte
© foto di Jacopo Duranti/Tuttolegapro.com
Il colpo di testa di Lucchini conduce la squadra ad una vittoria col brivido e con qualche sbavatura. Poco importa, ora l’imperativo è uno solo: vincere contro il Piacenza

Un colpo di testa e una corsa sotto la curva ad abbracciare i propri tifosi. Con un’incornata del cuore grigiorosso Stefano Lucchini la Cremonese supera una Carrarese sull’onda dell’entusiasmo dopo il rotondo successo col Prato. E’ una vittoria di carattere, sporca e senza praticare un gran gioco, ma alla fine i tre punti sono arrivati. E dopo tutto, ora come ora, l’importante è quello.

La differenza con le scorse settimane è che la Cremonese aggredisce, ma perde di smalto e a tratti di lucidità. Con la Giana si era vista una squadra grintosa e che non lasciava respirare la difesa e il centrocampo avversari, con una mediana che teneva palla e ragionava, mentre ieri a volte si è perso smalto e lucidità. Il ritmo è stato diverso.

Tesser continua a gestire le proprie risorse con grande intelligenza, perché, come ammesso dagli stessi giocatori a fine gara, le tre partite in otto giorni cominciano a farsi sentire. Ieri, infatti, per la seconda volta dall’inizio del campionato dopo la trasferta di Viterbo, la Cremo ha faticato a trovare spazi: Stanco è stato accerchiato e malmenato dai difensori con costanza e Brighenti ha avuto le polveri bagnate. Belingheri ha il piede, ma non ha la corsa di Perrulli, e la manovra offensiva inevitabilmente si rallenta e manca di imprevedibilità. Per tutto il primo tempo centrocampo e difesa non corrono gravi rischi: qualche sbavatura, ma niente di preoccupante. Il punto focale della questione è la chiusura della Carrarese: forse prevedendo questo, Tesser lancia Stanco al posto di Scappini: con l’ex Modena che tiene la palla si può cercare di far allungare gli avversari aprendo gli spazi, ma la squadra toscana non ci casca ed è comunque molto abbottonata. Il risultato è che la Cremonese ne ha sofferto.

Nella ripresa la Cremo va in apnea: Tesser cerca di dare più dinamismo con Scarsella e Scappini, poi si copre con Polak ripiegando sul modulo B del 3-5-2 che diventa 5-3-2 in fase difensiva. Nonostante questo i brividi ci sono e Ravaglia sale sugli scudi, abbassando la saracinesca e salvaguardando il vantaggio in un paio di circostanze. Al triplice fischio, dopo due rigori reclamati dalla Carrarese, si può tirare un respiro di sollievo.

La Cremonese non ha giocato un bel calcio, ma è riuscita a centrare una vittoria molto importante per morale e classifica. E soprattutto, è una vittoria di carattere: la Lega Pro ci ha insegnato che non è scontato vincere in casa di una squadra con tre punti in classifica. E magari gli anni scorsi, da partite come questa, se ne usciva con uno 0-0. Non sempre è necessario convincere tatticamente e tecnicamente, soprattutto in un campionato più “spartano” come quello di Lega Pro, fatto di corsa e maggiore cattiveria. L’importante è avere carattere, e fin qui la Cremonese lo ha mostrato.

Al di là dell’analisi tattica, ora l’imperativo è uno solo. Domenica arriva il Piacenza  e lo Zini sarà un inferno. La squadra sa già quello che deve fare: rispedire gli odiati cugini dall’altra parte del Po e continuare a correre