Cremonese, noi ci siamo. I 5 motivi per crederci ancora

Campionato: -1 settimana. Ogni anno siamo qui a sperare nel salto di categoria. Elenchiamo di seguito perché quest'anno può essere quello buono
20.08.2016 10:00 di Andrea Ferrari Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Cremonese, noi ci siamo. I 5 motivi per crederci ancora

Ogni volta che ci avviciniamo alla fine di agosto, da oltre un decennio, scriviamo la lista dei buoni propositi per il campionato che sta per cominciare. Dal momento in cui il Cav. Arvedi ha acquistato la società grigiorossa, l'obiettivo è sempre stato ben chiaro: raggiungere la promozione in Serie B. Durante le sessioni estive di calciomercato, l'entusiasmo dell'ambiente, come è giusto che sia, sale di settimana in settimana, anche perché, seppur rivoluzionando un po' troppo spesso la rosa, sotto l'ombra del Torrazzo arrivano calciatori con un passato in categorie superiori, magari anche conosciuti ai più. Il valore "entusiasmo", posizionandolo idealmente in un sistema cartesiano, cresce proporzionalmente alla curiosità di ammirare la nuova squadra all'opera: lo Zini torna gremito già per i primi turni di TIM Cup, poi solitamente rimane tale fino a poco prima di Natale, momento topico in cui cominciano ad insorgere i primi problemi legati alle prestazioni e di conseguenza ai risultati della squadra. Un copione assodato. Siamo abituati, ahinoi, ad osservare che, nonostante il profondo cambiamento degli interpreti, la Cremonese non riesce a decollare come dovrebbe. 

Alla vigilia di un altro - ennesimo - campionato di Lega Pro, non ci resta che elencare quelle che sono le motivazioni per credere in una stagione al vertice. Chi si stufa di seguire la Cremonese - o la segue saltuariamente - si chiama in gergo tifoso occasionale; chi crede fermamente che la speranza sia l'ultima a morire, allora è sul giusto binario e può continuare a leggere il pezzo. Non si tratta del solito pezzo di aria fritta, non è la più classica e proverbiale minestra riscaldata, così come non è un elenco di storielle e manfrine da riproporre in tutte le salse, tutti gli anni, per i più creduloni. E' un elenco che evidenzia e sottolinea alcune sostanziali differenze fra la stagione che sta per cominciare e le precedenti. Sono disparità oggettive che possono essere supportate (e sopportate) da quelli che, come dicevamo sopra, credono che sia "la volta bùna", se vogliamo dirla in cremonese. Il gioco del calcio è il più spettacolare al mondo e pullula di emozioni forti. Il calcio vive anche di sogni, il calcio è di chi sa sognare. Non c'è niente di meglio che, a poco dall'inizio del campionato (ma anche durante), ipotizzare e valutare quale sarà il cammino della propria squadra del cuore, e farlo con un pacato ottimismo, che male non fa. Ma non solo: sono considerazioni attuabili solo se, doverosamente, si dispone anche degli strumenti pratici e concreti, non solo di quelli astratti, intimi e passionali. Se per i secondi non si può indagare poiché appartengono all'interiorità di ciascun tifoso, per i primi proviamo a cimentarci noi, con i dati che seguono:

1) NESSUNA PERDITA DI TEMPO
La Cremonese, a differenza delle annate precedenti, non ha perso tempo in nessun senso. La programmazione per la nuova stagione è avvenuta con netto anticipo, in modo da pianificare il tutto nel migliore dei modi. Se in passato era necessario attendere settimane per capire cosa ne sarebbe stato del Cav. Arvedi, del presidente, dei dirigenti, dell'allenatore e della squadra, questa volta sono state messe in chiaro le posizioni fin dai primi giorni di giugno. Ad esempio, per la stagione 2015/2016 abbiamo dovuto attendere fino al 21 giugno per l'ufficialità di mister Fulvio Pea e fino al 23 giugno per l'annuncio della permanenza di Gigi Simoni nel ruolo di presidente. Quest'anno, al contrario, il 31 maggio è stato ufficializzato l'arrivo di Tesser sulla panchina grigiorossa e, solo due giorni dopo, la sorpresa di Michelangelo Rampulla come presidente. Se non bastasse, la dirigenza ha allestito la squadra voluta dal nuovo mister in poco più di un mese. Il 13 luglio, giorno del raduno, la rosa grigiorossa contava già sette nuove pedine: Scappini, Porcari, Procopio, Salviato, Gemiti, Belingheri e Lucchini. Qualche giorno dopo, prima di partire per il ritiro, sono stati ufficializzati anche Luperini, Perrulli e Cavion. Vi è stato il tempo, quindi, per trovare la giusta amalgama. Polak si è aggregato in seguito, così come Stanco, ma una trattativa un po' più complicata, in un mercato effettuato così rapidamente, ci può stare (per la cronaca, quando la Cremonese di Pea si è radunata il 9 luglio 2015, l'unico volto nuovo fu solamente quello di Davide Guglielmotti, svincolatosi dalla Pro Patria).

2) CLIMA SERENO IN SOCIETA'
Il ritorno, quasi a sorpresa, di Michelangelo Rampulla a Cremona ha sicuramente dato nuova linfa all'ambiente grigiorosso. Alla prima esperienza da presidente di una squadra di calcio, Rampulla si sta mettendo in gioco con tutte le sue qualità professionali. Un presidente che, fin dal primo giorno, ha voluto prendere per mano la propria squadra ed accompagnarla al successo. Il giorno della presentazione ha dichiarato di voler essere presente in ogni aspetto, e fino a questo momento non sta tradendo le attese. Come ci è stato confidato dagli addetti ai lavori, l'ex portiere si mostra attivo, attento ed interessato ad ogni questione gli venga posta, per poi dimostrarsi schietto e puntuale nelle decisioni, senza troppi giri di parole (basti osservare il modo in cui ha annunciato la cancellazione della Scuola Calcio grigiorossa [QUI]) Quando in società si compie un ottimo lavoro, è il primo a congratularsi e a mostrarsi soddisfatto; quando invece qualcosa non va, prende in mano la situazione e conduce alla soluzione con critiche costruttive al fine di ottimizzare il processo lavorativo. Sembrano mansioni scontate, ma non sempre è andata così. Rampulla trasferisce in grigiorosso quanto appreso in una società seria e preziosa come la Juventus. Fa molto anche il suo essere vecchia gloria grigiorossa, ma se per questo anche Gigi Simoni lo era. La differenza, ora come ora, sta nell'età - e quindi nelle motivazioni - dei due mostri sacri della storia della Cremonese: Rampulla è un 54enne con grandi ambizioni e la freschezza di un ragazzino per raggiungere traguardi importanti; Simoni va per gli 80 anni e il mondo del calcio gli è già riconoscente per tutto quello che ha dimostrato negli anni addietro. Cremona ha Gigi nel cuore e Gigi ha nel cuore Cremona e la Cremonese, ma le parti sono arrivate a concludere, consensualmente, il rapporto di collaborazione che le teneva insieme da una vita.

3) GIRONE ABBORDABILE
La suddivisione dei gironi del nord in est e ovest da una parte allunga le trasferte, ma dall'altra agevola, quantomeno sulla carta, il compito ai grigiorossi. Finalmente un girone senza le solite avversarie da molti anni a questa parte: Lumezzane, FeralpiSalò, Bassano e Sudtirol, per citarne alcune, francamente ci avevano parecchio annoiato, sia per la quantità industriale di precedenti accumulati che per i risultati non proprio soddisfacenti, specialmente sui loro campi da gioco. La sorte ha voluto che non ci fossero nemmeno le superpotenze Parma e Venezia, così come i rivali del Mantova e i gemellati della Reggiana. In compenso, torna lo storico Derby del Po contro il Piacenza. Abbiamo molte formazioni toscane che, a parte il Livorno di Vantaggiato e l'Arezzo di Moscardelli, non dovrebbero risultare particolarmente ostiche. Attenzione anche all'Alessandria di Pablo Gonzalez. Poi, come per esempio è capitato la scorsa stagione con il Pordenone, ci sarà sicuramente una squadra rivelazione del torneo, che improvvisamente volerà alla pari con quelle di livello superiore. Però, indubbiamente, un girone così semplice non lo vedevamo da qualche stagione, e la Cremonese parte in prima fila.

4) ALLENATORE DI LIVELLO
Parliamoci chiaro: Attilio Tesser è un grande colpo per la Lega Pro. Il mister di Montebelluna, reso celebre dalla scalata del suo Novara dalla C alla A fra il 2009 e il 2011, torna in terza categoria proprio dal 2009/2010, stagione in cui, coi piemontesi, vinse anche la Supercoppa di Lega di Prima Divisione. Insomma, portare in B dopo 33 anni il Novara e poi, l'anno seguente, trascinarlo in A dopo 55 anni di assenza è sicuramente un biglietto da visita straordinario. Dopo qualche parentesi in B, il tecnico ha deciso di scendere di categoria alla blasonata Cremonese, sapendo di trovare una società dall'ambiente "fresco" in grado di accontentare le sue richieste. Anche qui, in rapporto con le stagioni precedenti, vi è una sostanziale differenza: guardando all'era Arvedi, solo Mondonico e in parte anche Torrente potevano vantare un curriculum di rispetto (con le dovute proporzioni...); per il resto, sono stati scelti allenatori giovani e spesso alle prime armi: Brevi, Baroni, Montorfano. Ovviamente, in questo resoconto di dati, stiamo considerando i mister ingaggiati in estate, non quelli giunti in itinere. Discorso diverso, rispetto ai sopraccitati, riguarda Fulvio Pea, che si colloca, possiamo dire, a metà fra le due categorie. Montorfano, per quanto caro ai nostri colori, ha fallito misteramente il progetto-giovani del 2014/2015. Tesser ha cominciato questo mestiere 24 anni fa e, anagraficamente parlando, si avvicina ai 60. Un tecnico esperto per la costruzione di una squadra esperta, con l'unico obiettivo di salire in B. Vedremo se la scelta della dirigenza darà finalmente i frutti sperati.

5) SQUADRA CREATA AD HOC PER TESSER
Non solo la Cremonese ha potuto accaparrarsi uno dei migliori mister disponibili sulla piazza, ma addirittura è riuscita a costruire la squadra secondo le sue esigenze e le sue richieste, onerose o no che fossero. Altra condizione non da poco. Dai fedelissimi di Novara (Gemiti e Porcari, che hanno raggiunto Pesce), ad altri conosciuti in passate esperienze (Perrulli). Poi, altri desiderati ardentemente per averli ammirati da avversari, come per esempio Polak e Stanco, le cui trattative sono state tutt'altro che semplici. La società, nonostante le complessità degli affari, ha allestito la rosa proprio secondo le indicazioni del nuovo mister, peraltro muovendosi con largo anticipo rispetto al solito (rimando al punto 1). Completano la lista degli over un gruppo di calciatori già fatti e finiti, la cui affidabilità non può essere messa in discussione: Lucchini, Salviato, Belingheri e Scappini. Sono rimasti, dalle ceneri della Cremonese di Pea e Rossitto, Ravaglia, Marconi, Gambaretti, Pesce, Scarsella, Maiorino e il capitano Brighenti (quest'ultimo con più di un brivido). I giovani Cavion e Luperini sono stati suggeriti da Rampulla, in quanto ex Juventus, mentre Procopio si è distinto nel Torino Primavera. L'ultima parola è sempre stata quella di Tesser, anche per chi è cresciuto (o sta crescendo) nel nostro settore giovanile: Galli, Haouhache, Forni, Ruci.

Note: fondamentale per un campionato al vertice sarà anche l'apporto della città di Cremona, che, unita, dovrebbe sostenere a gran voce la squadra grigiorossa, conducendola al primato. Curiosità ed entusiasmo portano molti tifosi allo stadio nei primi tempi, poi la gente comincia a scarseggiare, anche se Cremona, per ovvi motivi, è fra le piazze più calde della Lega Pro in quanto a presenza di pubblico. Sarebbe buona cosa che il sostegno ai grigiorossi durasse, per tutti, un'intera stagione.