Categoria unica o no? Il dilemma della Lega Pro

 di Nicola Binda  articolo letto 959 volte
Fonte: La Gazzetta dello Sport
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Categoria unica o no? Il dilemma della Lega Pro

Non si ferma la pioggia di deferimenti: stavolta la Procura federale ha messo nel mirino il Casale (tre deferimenti,
penalizzazione scontata), che sarà giudicato dalla Disciplinare una volta definita l’iscrizione.

Quella piemontese è infatti una delle 11 società non iscritte e quindi impegnata nella corsa per rimediare, insieme a quelle che hanno ricevuto il cartellino rosso dalla Covisoc ( indebitamenti e carenze strutturali, ma i nomi non stati comunicati). C’è tempo fino al 16 per i ricorsi (poi il 19 deciderà il Consiglio federale chi è dentro e chi è fuori), intanto tra le società c’è fermento per capire come sarà la prossima stagione: categoria unica o no?

C’è un’intesa di massima tra le varie componenti che prevede, in caso di solo 66 (o meno)squadre iscritte, l’accorpamento di Prima e Seconda divisione con tre gironi. Tuttavia Mario Macalli è più realista del re e ha fatto capire che questa ipotesi ha controindicazioni oggettive molto serie. In primis, le fideiussioni: chi si è iscritto in Prima l’ha fatta da 600mila euro, chi in Seconda da 300mila; se si uniscono le squadre, come trovare l’intesa su questo aspetto? Idem per le altre differenze legate alle iscrizioni, per esempio la capienza degli stadi e altre normative. Se non sarà possibile risolvere queste grane, la Lega Pro resterà divisa in due categorie, con quattro gironi comunque di sole 16 17 squadre, con controindicazioni solo tecniche: in Prima divisione non ci saranno retrocessioni, in Seconda metà squadre resteranno in Lega Pro (che dal 2013 14 andrà di sicuro a una categoria unica) e metà scenderanno in D. Bel dilemma.

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