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Paoloni a TLP: "Scommesse? Adesso parlo io..."

04.06.2012 16:00 di Andrea Ferrari  articolo letto 567 volte
Fonte: TuttoLegaPro.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Sono passati trecentosettanta giorni dalla notte in cui deflagrò l'inchiesta Last Bet, che fece scattare la prima onda di arresti da parte della Procura di Cremona nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Allora fu accusato e messo alla gogna come principale colpevole Marco Paoloni, all'epoca portiere del Benevento. Col trascorrere dei mesi, però, l'inchiesta è andata avanti, assumendo contorni sempre più foschi. La stessa posizione di Paoloni è cambiata e in esclusiva a TuttoLegaPro.com l'estremo difensore di Civitavecchia ha voluto raccontare le sue verità.

A distanza di un anno, cosa pensa di tutta la vicenda del calcioscommesse?

"Sino ad oggi e anche allora ho sempre sostenuto la mia innocenza. Ritengo che alcune cose che mi imputano non le ho commesse. Andrò avanti per la mia strada, aspettando il processo. Sono stato etichettato dal 1 giugno 2011 come un Bin Laden e mi sembra che le vicende odierne dimostrino come la situazione non sia affatto migliorata. La vicenda attuale delle scommesse non mi interessa, perchè io, Marco Paoloni, non faccio parte di questa inchiesta".

Quali sono gli sbagli che si imputa in questa vicenda?

"Il mio grande e unico sbaglio è che scommettevo e lo facevo con una persona sbagliata, quella di Pescara. Ho sbagliato a conoscere questa persona e ho subito pressioni, minacce e ricatti. che avrei dovuto, immediatamente, denunciare in quanto i loro interessi erano diversi da miei. Io avevo il vizio del gioco, ma non altri interessi legati alle partite".

Quanto le ha fatto male essere sbattuto in prima pagina come il "mostro"?

"Ero stato etichettato come una persona che si vendeva le partite. Oggi dico che era meglio che l'avessi fatto. Così mi sarei intascato i soldi. Purtroppo non avendolo mai fatto, è stato bruttissimo sentirsi attaccato e trattato come un criminale".

Con che sensazione aspetta il processo?

"Con serenità. Sono uscito dal gioco compulsivo che mi stava portando alla rovina. Ora aspetto il giorno del processo con tanta tranquillità. Sono innocente e mi sento innocente. Ne uscirò pulito...".

 

Che idea ha maturato del mondo del calcio?

"La mia impressione è che il mondo del calcio faccia schifo. Nel calcio non esiste amicizia, regnano le persone false. Quello che conta è vincere e guadagnare dei soldi. Si fa di tutto per ottenere questi obiettivi. Il calcio in Italia è una macchina da soldi. Tante persone si professano innocenti, ma non sono tutti così...".

Nei giorni scorsi ci sono stati gli attacchi di Buffon al sistema. Cosa ne pensa?

"Le dichiarazioni di Buffon le condivido al mille per mille. Siamo in un paese dove funziona tutto male. Non è possibile che tutti sappiano chi è indagato prima dell'indagato stesso. Ho letto dell'inchiesta della Guardia di Finanza, ma sono sicuro che Buffon sistemerà la sua situazione".

Intanto sono iniziati i processi. Stanno tutti patteggiando...

"Ti dico la verità: è tutto uno schifo. C'è disparità di trattamento e non vanno a verificare se è accaduto realmente un episodio. Il processo sportivo è tutto una farsa, in cui le prime persone a rovinare il calcio sono quelle che dovrebbero fare pulizia".

Molti stanno collaborando per ottenere uno sconto di pena. A lei è mai stata proposta questa via?

"A me è stata proposta una collaborazione. Io ho detto quello sapevo, loro invece volevano che dicessi altro. Se dici questo, ti diamo da uno a due anni di squalifica. Volevano fare così, ma - le chiedo - perchè avrei dovuto dire cose che non ho fatto? La chiamano giustizia, ma io la chiamo ingiustizia. Mi hanno precluso di fare un hobby, una professione che ho fatto per vent'anni senza una prova. Ai miei avvocati è stato concesso solo un minuto e mezzo di difesa".

Cosa consiglia a chi dovesse trovarsi nella sua situazione?

"Consiglio a chi dovrà fare un processo sportivo di dire quello che vogliono sentirsi dire, almeno risparmiano sull'avvocato. Ho perso tutto sul lato sportivo, ma un giorno mi toglierà tante soddisfazioni. Quel giorno qualcuno dovrà risarcirmi per quello che ho subìto".

Prandelli vi ha definito sfigatelli. Cosa risponde?

"Ad oggi dopo che ne sono uscito dalla dipendenza del gioco, dico che Prandelli ha perfettamente ragione. Sono sicuro, però, che sono molti di più di 40-50 i cosiddetti sfigatelli. Dei giocatori tesserati almeno il 60% gioca. Uno può scommettere benissimo su altri sport, quello è lecito. C'è una differenza fra uno scommettitore e chi vende le partite. Che sia chiaro".

Ci spieghi.

"Non so come sta messo Buffon di cui si parla in questi giorni, però c'è una grossa differenza fra chi gioca e chi vende le partite. Uno è libero di scommettere sul basket o sul tennis o su quello che vuole. Quello non è reato. Se si gioca su partite di calcio si viola l'articolo 6. Il reato lo si può appurare solo con le prove, non con le sensazioni e i pensieri. Non è che detto che uno scomettitore venda le partite. Su di me, per adesso, non è ancora emersa nessuna prova concreta, perciò sono tranquillo in vista del processo. Sono sicuro che un giorno mi toglierò qualche soddisfazione e delle rivincite. Sono arrabbiato con la giustizia sportiva, non con quella penale. Se al processo venissi assolto, chi mi ripagherà di una squalifica anticipata che mi ha bruciato la carriera?".


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Ecco le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi 25 Luglio 2014.
 
Virtus Entella 58
 
Pro Vercelli 57
 
Sudtirol 49
 
Cremonese 47
 
Vicenza 47*
 
Savona 44
 
Albinoleffe 43
 
Como 42
 
Feralpisalò 41
 
Venezia 41
 
Carrarese 36
 
Reggiana 32
 
Pro Patria 32*
 
Lumezzane 29
 
San Marino 24
 
Pavia 23
Penalizzazioni
 
Pro Patria -1
 
Vicenza -4

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