Sauro Frutti ha contribuito alla storia grigiorossa nei primi anni '80, il periodo iniziale dell'epopea d'oro grigiorossa con la prima versione di Mondonico da allenatore. Il giocatore resterà a Cremona per sole due stagioni ma collezionerà in totale 17 reti, bottino utile per la permanenza della squadra grigiorossa in Serie B.
Siamo nel 1981/82, il famoso anno della squadra spacciata che si salva soltanto grazie al genio di Emiliano Mondonico. L'attaccante nato a Roma nel 1953 approda in grigiorosso dopo quattro stagioni passate nella vicina Mantova: cinquantadue reti in quattro anni fra le fila virgiliane fanno ben sperare i tifosi grigiorossi che, comunque, non resteranno delusi.
Nella prima stagione arriva a Cremona accompagnato da Bencina, Bonomi e Di Chiara, tutta gente che ha lasciato il segno con i nostri colori indosso. La squadra però fatica a decollare e Sauro si sbloccherà soltanto il 22 novembre a Bari (1-1 il punteggio finale). L'attaccante ex Mantova però decolla a fatica seguendo l'andazzo della squadra ma, nel finale di stagione risulterà decisivo. Il 2 maggio Mondonico prende le redini della squadra e Frutti segnerà contro Pescara (gol della sicurezza del 3-1 finale), Brescia (finirà 3-2 per i grigiorossi) e Spal (vittoria 2-0). L'attaccante è un bomber purosangue e segna gol da vero attaccante d'area trascinando la Cremo ad una salvezza miracolosa: e alla fine le reti realizzate saranno otto.
L'anno seguente (quello degli spareggi persi contro Catania e Como) Frutti gonfierà la rete nove volte ma le sue partite sono ricche di sostanza e il suo modo di giocare è utile alla causa cremonese. L'attaccante romano segna una doppietta contro l'Atalanta, segna il gol del vantaggio contro il Campobasso e da il là alla rimonta contro il Milan: quando Sauro la mette dentro la Cremonese raccoglie sempre qualcosa. Dopo due stagioni giocate ad alto livello il giocatore migra a Bologna lasciando comunque un buon ricordo fra tutti i tifosi grigiorossi.
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Un muro bianco e granata saltella davanti a noi, urla, canta esplode di gioia. Un manipolo di giocatori lancia in aria maglie, si abbraccia, piange, si rotola sul terreno di gioco. Siamo tornati indietro di cinque anni. Quegli stessi colori, quella stessa festa, quello stesso ...